Capolavoro di Gabriel Garcia Marquez. In sostanza è un libro di cronaca, tratta da una storia vera, perchè narra gli avvenimenti delle ultime ore di vita di Santiago Nasar, la vittima annunciata ed ignara del fatto che dovrà morire. Infatti la grandezza di questa lettura sta proprio in questo, si sa già chi morirà e chi saranno gli assassini ma l'intrico della storia è talmente avvincente e paradossale da mantenere il lettore incollato al testo fino alla fine. La vittima designata viene accusata di aver "rubato" la verginità ad Angela, una ragazza promessa in sposa ad un ricco signore. Per i fratelli della sposa quest'affronto dev'essere pagato con la vita e decidono di uccidere l'incolpevole Santiago. Ma nel paese tutti vengono a conoscenza di questa intenzione e nessuno per vari motivi interviene per evitare che la tragedia si compia. Addirittura gli stessi assassini fanno di tutto per essere fermati e per evitare di dover uccidere Santiago, ovviamente sempre l'unico a non sapere che la sua ora è segnata.
Fa riflettere il fatto che nessuno che è a conoscenza del fatto vada dal protagonista ad avvertirlo, come se l'indifferenza fosse più importante del salvare una vita. Effettivamente anche nella realtà in cui si vive la maggior parte delle persone preferisce fare le proprie cose piuttosto che intervenire e dare una mano a chi ne ha bisogno. Ringrazio la mia amica che mi ha consigliato questa lettura, davvero originale ed intrigante.
Visto che stai gia' pensando, pensa in grande; niente e nessuno possono impedirti di farlo
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giovedì 2 settembre 2010
L'esaltazione dell'individualità
L'individualità è l'essenza più profonda del proprio essere. Comprende tutte le nostre caratteristiche che io definirei qualità. E l'ostacolo più duro da oltrepassare è il manifestare la nostra individualità. Spesso abbiamo paura di esprimerci, o perchè non abbiamo abbastanza personalità o perchè abbiamo un'autostima che rasenta lo zero o perchè ci preoccupiamo troppo dei giudizi degli altri. Molto spesso eclissiamo la nostra identità per dare spazio ad altre che riteniamo migliori di noi o più meritevoli. E perdiamo di vista l'aspetto più importante: te stesso e la propria soddisfazione (sia spirituale ma anche in parte materiale). Il resto è il contorno che ti può rendere la vita più o meno interessante, più o meno bella ma il fautore principale di tutto sei proprio tu. E purtroppo questo lo perdiamo di vista. Io credo che la maggior parte delle persone sia insoddisfatta della propria vita proprio perchè non hanno mai fatto nulla o quasi per renderla soddisfacente. Il credere a se stessi e alle proprie capacità e sensazioni è forse il traguardo più difficile da raggiungere perchè il rischio di fallire è alto. Ma già il fatto di provarci è un successo. Proviamo a pensare a grandi artisti del passato. Personaggi magari depressi, magari pensavano di essere dei falliti, che ci hanno donato grazie alle loro abilità delle opere grandiose, perchè comunque hanno creduto nel proprio talento altrimenti non avrebbero mai realizzato quel quadro o quella poesia. Di fronte ad un'opera d'arte si contempla la grandezza di un uomo. E chi lo dice che solo pochi possono raggiungere tali livelli? Magari in campi diversi ma oguno di noi può effettivamente esprimere le proprie qualità, ovviamente ci deve credere e soprattutto lo deve volere. Non bisogna guardar passare la vita a testa bassa, alziamola e dimostriamo quello che valiamo. L'individuo soddisfatto inoltre riesce a star meglio in mezzo agli altri perchè può farlo a testa alta senza timore di essere giudicato. Ecco perchè io credo che la valorizzazione dell'individualità di ciascuno possa giovare ad ogni gruppo di persone e ad ogni comunità.
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