- Pazzesco, 12 morti... In poco più di un anno...
- Cosa? Ma sei sicuro?
- Certo, le indagini parlano chiaro. Si appostava nella zona tra la stazione ferroviaria e il deposito degli autobus.
Di solito le vittime erano donne, anzi ragazze, perchè avevano tutte tra i 19 e i 25 anni...
- Cristo, povere creature...
- Un pazzo. Perversione sessuale. I volti venivano ritrovati sfigurati... Non aveva alcuna pietà...
- Non esiste alcuna ragione che possa giustificare tutto questo!
- E poi se pensi il destino è strano. Non lo avrebbero mai incastrato.Nessuna prova e nessun testimone, e invece...
Ehhh, morte beffarda. Investito da un pirata della strada mentre stava andandosene dall'ennesimo omicidio...
- Meglio così va, non provo alcuna compassione. Anzi, avrebbe dovuto soffrire di più.
Ore 17. Le campane risuonano.
- Aldo, dai, al mio tre, finiamo sto lavoro e ce ne torniamo a casa.
- Ok, vai ci sono.
La bara in acciaio viene riposta nel loculo comune, senza nome...
Visto che stai gia' pensando, pensa in grande; niente e nessuno possono impedirti di farlo
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venerdì 1 ottobre 2010
Intensità
Mamma, ti piacciono questi fiori? Sono i gigli che a te piacciono tanto. Stavo tornando a casa e mi sono fermata a comprarli.
Oggi in ufficio ero parecchio indaffarata, sembra che debba fare tutto io. Non c'è un attimo di respiro. Però questo lavoro mi regala tante soddisfazioni.
Avevi ragione tu. Dovevo seguire il mio cuore. Probabilmente avrei fatto Medicina solo per dimostrare qualcosa a me stessa o a chissà chi. Invece scrivere le storie di attualità mi rende importante. E poi sono diventata responsabile della sezione del giornale che riguarda la politica.Sono felice, sono
convinta che la mia carriera avrà un futuro roseo. E questo grazie a te. Mi hai sempre sostenuto. Hai ascoltato i miei sfoghi. Hai compreso le mie sofferenze, i miei pianti e le mie frustrazioni. Mi hai ripreso quando serviva e abbracciato quando ne sentivo il bisogno. Ti sentivo vicina anche se centinaia di chilometri
ci dividevano. E ora sono qui con la piccola Cecilia. La devi vedere ha i tuoi stessi occhi. Sta imparando a camminare. Non sta mai ferma.
Vivace e molto sveglia. Peccato davvero che non possa avere al suo fianco durante la crescita una nonna come te. A volte la sua educazione mi sembra un ostacolo insormontabile. Quante volte ho avuto e avrò bisogno dei tuoi consigli. Mamma, ora devo andare. Devo preparare le pappe per la bimba.
Grazie per avermi ascoltato, come hai sempre fatto...
Anna prese un giglio, lo annusò, chiuse gli occhi e sospirò. Una lacrima rigò la sua guancia. Aprì gli occhi e vide il sorriso della piccola. E la strinse forte.
Poi posò il fiore sul marmo e se ne andarono.
Su quel marmo c'era una foto che ritraeva una donna ancora giovanile nell'aspetto. Lo sguardo penetrante, una volta pieno di vita. Poco sotto si potevano leggere le iniziali del nome. Cecilia...
Oggi in ufficio ero parecchio indaffarata, sembra che debba fare tutto io. Non c'è un attimo di respiro. Però questo lavoro mi regala tante soddisfazioni.
Avevi ragione tu. Dovevo seguire il mio cuore. Probabilmente avrei fatto Medicina solo per dimostrare qualcosa a me stessa o a chissà chi. Invece scrivere le storie di attualità mi rende importante. E poi sono diventata responsabile della sezione del giornale che riguarda la politica.Sono felice, sono
convinta che la mia carriera avrà un futuro roseo. E questo grazie a te. Mi hai sempre sostenuto. Hai ascoltato i miei sfoghi. Hai compreso le mie sofferenze, i miei pianti e le mie frustrazioni. Mi hai ripreso quando serviva e abbracciato quando ne sentivo il bisogno. Ti sentivo vicina anche se centinaia di chilometri
ci dividevano. E ora sono qui con la piccola Cecilia. La devi vedere ha i tuoi stessi occhi. Sta imparando a camminare. Non sta mai ferma.
Vivace e molto sveglia. Peccato davvero che non possa avere al suo fianco durante la crescita una nonna come te. A volte la sua educazione mi sembra un ostacolo insormontabile. Quante volte ho avuto e avrò bisogno dei tuoi consigli. Mamma, ora devo andare. Devo preparare le pappe per la bimba.
Grazie per avermi ascoltato, come hai sempre fatto...
Anna prese un giglio, lo annusò, chiuse gli occhi e sospirò. Una lacrima rigò la sua guancia. Aprì gli occhi e vide il sorriso della piccola. E la strinse forte.
Poi posò il fiore sul marmo e se ne andarono.
Su quel marmo c'era una foto che ritraeva una donna ancora giovanile nell'aspetto. Lo sguardo penetrante, una volta pieno di vita. Poco sotto si potevano leggere le iniziali del nome. Cecilia...
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