-E anche questo è a posto... Ora vediamo a chi tocca... Oh mio Dio, scusi Principale ma quando ci vuole ci vuole...Ma chi me l'ha fatto fare a me di stare qui...E poi si dice: "Ahh come si sta bene in Paradiso". Vorrei vedere chiunque al posto mio, stare seduto di fronte a questa scrivania, tutt'intorno è bianco. Non si possono neanche appendere i poster. Le pareti bianche, arredamento bianco talmente minimal che un esperto di Feng Shui si sparerebbe. Perfino io sono vestito di bianco. E poi la beffa che mentre io sono qui, di là (oltre la Porta) si divertono alla grande, sono felici e spensierati, loro. E questo lo posso anche accettare, ma mi trovo a fare dei colloqui con dei personaggi che si credono Dio in persona, delle teste dure.Ehh ci vuole pazienza, bisogna pur sempre accettare le direttive aziendali. E arriveranno le vacanze anche per me. Prima o poi un altro diluvio vuoi che non lo mandi? Almeno un po' di pace per qualche tempo... Dai, andiamo, fate entrare il prossimo...
-Buondì, Pietro. Non s'illuda che la chiami Santità o qualcosa di simile. Lei può pure chiamarmi Sir.
-[portandosi la mano sulla fronte] Oh Signore...Speravo che potesse essere cambiato dopo il trapasso...Iniziamo bene...
-Credo che io possa già entrare. E lei è sicuro che entrerà?...[rimanendo in piedi, e dirigendosi verso la Porta]
- Ma dove sta andando!? Torni indietro che dobbiamo fare questo colloquio. Stia seduto lì, le dirò io quando alzarsi e dove andare soprattutto. E per inciso io qui faccio quello che mi pare...[rumore di tuoni] Sì insomma, quasi quello che mi pare. Procediamo, vediamo il suo curriculum...
-Ha da accendere?
-Prego?
-Devo fumare il sigaro ma non ho l'accendisigari con me...
-Qui non si può fumare.
-Come scusi?
-In Paradiso non si fuma.
-Ma che corbelleria è questa...E dove sta scritto?
-Non occorre che sia scritto. E' così e basta.
-Se non c'è una legge scritta, nulla mi impedisce di fumare...
-Le basta la Legge Divina?
-Pfui, pensare che ad alcuni sigari hanno dato il mio nome... Allora, oste! Oste!
-Ma cosa urla!?
-Chiamo l'oste così ordino un bicchiere di whiskey, ne ho proprio bisogno.
-Ma è impazzito?
-Mi perdoni Pietro, non le ho chiesto se ne vuole pure Lei. Ne ordino un paio allora. Speriamo ci siano della marca che preferisco.
-La smette? Non le porteranno nessun whiskey!
-Manca l'oste? Poco male, mi arrangerò io ad andarlo a prendere.
-Resti seduto, qui non le porteranno nessun whiskey, non perchè manchi l'oste, ma perchè non esiste l'alcol in Paradiso...
-Sta scherzando, vero?
-No!
-Più che un Paradiso mi sembra un Inferno...Non ci saranno neanche le donnine immagino...
-Guardi che lei non può confondere il Paradiso con un bordello. Qui non esistono i vizi, se lo metta in testa. Non si fuma, non si beve, non ci sono donne di facili costumi. Tutto qui è allo stato di purezza e sobrietà. Esattamente l'opposto di quello che è lei.
-Ma se non mi concedete nulla che ci sto a fare qui!?
-Veda lei, se preferisce essere dannato per l'eternità... E ora possiamo procedere?
-Ma neanche un goccio di Sidro?
-Lei essendo acculturato dovrebbe immaginare che le mele, qui, le hanno proibite da tempo...
Mi dica per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Me lo dica lei, sono stato convocato. Non sono mica venuto di mia spontanea volontà. Anzi, se sapevo che non potevo bere neanche un goccio di whiskey o fumare un buon sigaro, ne sarei rimasto alla larga...
-[scuotendo la testa] Io la farei entrare solo per evitare di andare avanti ad ascoltarla ma non posso purtroppo. Partiamo dalla sua vita sentimentale: dal suo matrimonio nacquero ben 5 figli. Sicuramente va a suo favore il fatto che ha sempre mantenuto la stessa moglie...
-Guardi, già avere una moglie è dura, figurarsi averne più di una a causa dei vari divorzi. Altro che alcol e fumo, mi creda, non si sopravvive...
-Riesce a spiegarsi come mai la sua figlia primogenita ha divorziato così tante volte?
-Chiaramente confrontando i suoi mariti con suo padre, li trovava rammolliti. Non la posso biasimare.
-Già, sarà... Mentre nel suo lavoro non si è mai fatto problemi di etica o morale.
-Quando ci sono in ballo degli interessi così grandi, ogni bel discorso va accantonato e bisogna agire anche se l'azione possa implicare soluzioni moralmente scorrette.
-Tutto ciò che ha fatto era inevitabile?
-In quel tempo e con quelle situazioni politiche, credo di sì. E la mia Nazione per questo non ha potuto che ringraziarmi...
-Anche gli abitanti di Coventry immagino...
-Se non toccava a Coventry, sarebbe toccato a Londra. In tempo di guerra bisogna prendere le decisioni che prevedono il male minore. Quella notte, quando sentii passare i bombardieri tedeschi mi misi una mano sul cuore e pregai di aver fatto la scelta giusta. Cinque anni più tardi mi sembra di aver dimostrato di aver avuto ragione. A Dresda in molti capirono di che pasta eravamo fatti noi inglesi.[ghigno]
-E' stato tra gli artefici di una pagina tra le più nere della storia dell'uomo...
-Non l'ho voluta io la guerra. Ci siamo presi le nostre responsabilità, sono il prezzo della nostra grandezza.
-Ci sono stati milioni di morti.
-Mi creda che se fosse finita diversamente, i morti sarebbero stati molti di più negli anni successivi. Anzi, se non fosse stato per noi e per gli yankees, il mondo avrebbe vissuto il braccio di ferro fra nazismo e comunismo. Allora sì che le cose si sarebbero messe male per l'intera umanità...
Le guerre non sono mai giuste e nessuno può garantirne il successo, ma bisogna meritarlo. E noi lo abbiamo meritato.
-Ma che si vinca o perda conta fino ad un certo punto...
-Pietro, si trattava di cambiare il corso della storia dell'umanità. E il risultato di qualunque guerra è la cosa che conta. C'è un abisso tra il positivo e il negativo. Indipendetemente dal come si raggiungono certi traguardi.
-Quello che intendevo io, è che alla fine le disgrazie ci sono lo stesso, i morti restano. Mica vengono resuscitati se vince l'uno o l'altro.
-In quegli anni in Europa era sorto un enorme problema. E non si poteva risolvere congelandolo. Bisognava affrontarlo. Dopo gli accordi di Monaco del 1938, Gran Bretagna e Francia potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Hanno trovato la guerra.
-Quindi lei era contrario al comportamento politico del suo Paese degli anni '30...
-L'Inghilterra non si è mai tirata indietro nella sua storia. Dovevamo fare la voce grossa. Invece Chamberlain era un pavido e lasciò fare ai tedeschi. Essere accondiscendenti per debolezza e paura è fatale. La chiamarono la politica dell'appeasement verso Hitler...Tzè, la chiamerei la politica del cagasotto.
-Non correva buon sangue noto...
-Quello lì non ha mai alzato un dito per lavorare e ha sempre detto di amare i lavoratori; certo amava vederli lavorare.
-Lei invece ha fatto parecchie cose, ha perfino vinto un Nobel...
-Mio padre voleva diventassi un soldato, a me piaceva scrivere, leggere e acculturarmi. Alla fine diventando Primo Ministro ho accontentato entrambi.
-Come stratega militare non era granchè. Il disastro ai Dardanelli del '14 è opera sua no? Fu aperta anche un'inchiesta contro di lei, fu accusato di essere l'unico responsabile della disfatta e gli Alleati non la presero molto bene.
-Come ho sempre sostenuto la vittoria ha mille padri mentre la sconfitta uno solo. Mi viene ricordata quella sconfitta mentre andrebbe anche citato il fatto che pure quella guerra la vincemmo grazie a me. Ma è così, se si perde per forza bisogna trovare un capro espiatorio, se si vince è merito di tutta la Nazione. Ma so che la storia è stata gentile con me, in quanto l'ho fatta.
-Non esageri, non è stato uno stinco di Santo e lo sa bene anche lei. Però è stato un personaggio curioso e molto interessante anche se spero che non ne nascano più come lei.
-Senta, ma non ci sarebbe un cicchettino... Non ne posso più...
-Dovrebbe essere contento invece che per la prima volta si trova ad essere sobrio, così la smette di sentirsi onnipotente.
-Mi sta facendo la ramanzina? Guardi che di Bessie Braddock ce n'era una...
-La fece dannare parecchio.
-Mi rompeva sempre l'anima sul fatto che ai ricevimenti fossi ubriaco, ma lei non si rendeva conto di quanto fosse brutta!? Per non parlare di Lady Astor, se poteva mi avrebbe avvelenato...
-E invece è durato fino a 91 anni. Ha la pelle dura nonostante tutto.
-E ho sempre bevuto e fumato a differenza del buon Montgomery, e [grassa risata] ho anche vissuto più di lui. Penso che mi odierà per questo.
Ma questa sedia è pulita vero?
-Beh non direi visto che si sono sedute milioni di persone prima di lei...
-[alzandosi] Ma sta scherzando? Com'è possibile. Chiami una hostess, un inserviente subito. mi devo pulire subito...C'è nessuno? La donna delle pulizie non c'è?
-Eh no non abbiamo fatto in tempo a metterla in regola...Stia tranquillo, mi stavo prendendo gioco di lei. In Paradiso lo sporco non può esistere, le pare? E adesso si risieda. Ero curioso di vederla impanicato. Piacevole sensazione...
-Non sono daccordo. Scherzo di pessimo gusto.
-Suvvia, che fine ha fatto il suo proverbiale humour?
Un'altra cosa che non mi è mai stata chiara: come mai ha sempre sostenuto e ammirato Mussolini? Fu un dittatore che prese delle decisioni terribili...
-Fu un grande uomo. Impedì il proliferare del bolscevismo in Italia e mi creda fu un grande sollievo. L'Italia non ebbe mai una posizione così importante in Europa come quando era guidata da Mussolini. E nell'andare avanti della storia molte sue iniziative tornarono utili. Certo fece dei gravi errori, il suo limite fu infatti quello di entrare in situazioni in cui non pensava di perderne così facilmente il controllo. Io lo ammirai per il temperamento e la sua capacità di trascinare l'intero popolo. Solo nel suo ventennio l'Italia fu capace di imporre le proprie decisioni agli altri Paesi. Poi non fu più così...
-Si alleò con Hitler...
-Tutti i grandi hanno fatto errori. Io quando pensai di aver sbagliato diedi le dimissioni...peccato che le dovetti presentare a me stesso e allora le rifiutai.[grassa risata]
-Glielo ripeto lei è proprio curioso, non abbassa la testa neanche qui...
-...[allarga le braccia e si appoggia al bastone] Dopo avermi privato dei miei piaceri vuole anche che abbassi la testa? Pietro, ho la mia reputazione.
-Daccordo, lei è furbo, ma le cose che ha fatto le ha fatte per il bene del suo popolo e di questo ne sono convinto. In sostanza lei come avrebbe voluto il mondo?
-Se il mondo che ci avete lasciato in eredità fosse andato nelle mani di nazioni soddisfatte, che per se stesse non vogliano più di quanto già abbiano, allora si sarebbe in un mondo di pace. Nessuno vorrebbe più di quanto già possiede, come un ricco che vive in pace nelle loro case. Il problema è che ci si trova sempre nelle mani di nazioni affamate allora il mondo sarà sempre in costante pericolo. Ecco perchè sono convinto che la democrazia funzioni solo quando a decidere sono in due e uno è malato!
-E non è riuscito a portare la pace nel mondo, quindi alla fine è una persona normale, un mortale come tutti...
-Certo! Ma abbiamo evitato il proliferare del comunismo! Già quello è da considerarsi una vittoria!
-E ha anche fatto delle pessime figure. Quella volta in Parlamento si dimenticò il discorso che doveva fare.
-Pietro suvvia, ho avuto un vuoto di memoria, può succedere. Dopo quel fatto su di me hanno scritto e detto di tutto ma non c'è nulla di più esilarante di essere presi di mira senza successo [grassa risata]
-Va bene, mi ha convinto, è pronto ad entrare?
-Io sono pronto ad entrare e ad incontrare il Creatore, ma caro Pietro, bisogna vedere se lui è pronto ad incontrare me. Arrivederci, è stata una conversazione interessante.
-[guardandolo entrare scuotendo la testa] Certo che è un tipo proprio curioso...Avanti!...
semplicemente geniale
RispondiEliminabellissimo
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