- Ti rendi conto? E' l'occasione della nostra vita.
- Già, sarebbe un grande colpo.
- Credimi, rimarremo nella storia. Faremo notizia. La gente parlerà di noi...
- Stai calmo che non è detto che andrà come pensiamo.
- Sii ottimista, cavolo! La fortuna aiuta sempre le azioni virtuose e la ricompensa arriva sempre...
- Fai anche il filosofo adesso?
- L'ho letta da qualche parte, però è vero.
- E noi cosa faremmo di così virtuoso?
- Beh quello che abbiamo fatto finora non è da poco...
- Sì, ma non servirà a nulla se non ottieniamo il risultato finale.
- Allora è per questo che dobbiamo essere fiduciosi. Ti immagini fra non molto potremmo essere famosi. Ci chiameranno in televisione. Saremo sui giornali! Se penso da dove sono partito.
- Dai adesso fai silenzio e concentriamoci che il momento è decisivo. Mamma mia che tensione...
- Ti dispiace se ti abbraccio? Abbiamo combattuto mille battaglie insieme...
Portò il suo braccio attorno alle spalle dell'amico. Si voltò e vide gli sguardi tesi e speranzosi dei suoi compagni. Mancava poco, ancora un poco e ce l'avrebbero fatta...
Il numero 10 dopo una breve rincorsa tirò... E realizzò il rigore decisivo... Una squadra dilettante di provincia vinse la Coppa Nazionale. Nessuno di loro era professionista ma nell'animo si sentirono invincibili.
Rileggendola mi è venuta in mente una canzone..........
RispondiEliminaSole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.