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venerdì 11 novembre 2011

Filosofeggiando

Un lupo che aveva visto un agnello intento a bere presso un fiume volle divorarlo, accampando una motivazione che fosse plausibile. Perciò, nonostante si trovasse più a monte, prese ad accusare l'agnello dicendo che gli intorbidiva l'acqua, impedendogli di bere. Ma il lanuto rispose che stava bevendo a fior di labbra e che peraltro, trovandosi più a valle, non poteva sporcare l'acqua a lui.
Il lupo, allora, visto fallire il pretesto addotto, disse: "Però l'anno scorso tu offendesti mio padre!". E come l'agnello gli ebbe risposto che a quell'epoca non era ancora nato, gli fece il lupo: "Guarda che, pure se hai facili gli argomenti per scagionarti, non per questo rinuncerò a mangiarti!".
La favola dimostra che di fronte a coloro che hanno la propensione a commettere ingiustizie non può nulla neppure la difesa più giusta.
Il Lupo e l'Agnello, Fedro

venerdì 28 ottobre 2011

Il sarcastico cinismo di Duke Gordon

"Grazie per la conversazione. Mi sento sollevato ora... Bene mi puoi anche rimettere giù!"

martedì 25 ottobre 2011

Il sarcastico cinismo di Duke Gordon

"Ehi Duke, come stai?"
"Non bene..."
"Oh mi dispiace. C'è qualcosa che non va?"
"Non sono capace di descrivere a parole quello che ho dentro... Sarà meglio che vada in bagno!"
"..."

venerdì 14 ottobre 2011

Il sarcastico cinismo di Duke Gordon

"Ehi Duke, stanotte ti ho sognato!"
"Ah si?"
"Ti ho salvato, stavi precipitando da un palazzo e ti ho preso con il braccio. Che mi sono spezzato."
"Credi che io sia ricco?"
"Non credo"
"Allora mi vuoi bene"
"Perchè?"
"Hai tentato di salvarmi rimettendoci un braccio"
"Certo."
"Se aiuti qualcuno, rimettendoci qualcosa di tuo, o gli vuoi bene o punti ai soldi per la ricompensa... E dato che io non sono ricco..."

giovedì 13 ottobre 2011

Il sarcastico cinismo di Duke Gordon

"Ehi Duke, lo sai che domani parteciperò ad un comizio politico?"
"Portati dietro le parole crociate"
"Perchè?"
"Le troverai più interessanti..."

martedì 11 ottobre 2011

Il sarcastico cinismo di Duke Gordon

"Ehi Duke, sto studiando tantissimo ultimamente"
"Ah sì? Come mai?"
"Voglio accorciare sempre di più la strada verso la laurea"
"Forse stai sempre di più accorciando la strada verso la disoccupazione..."

Il sarcastico cinismo di Duke Gordon

"Ehi Duke, hai sentito di Steve Jobs?"
"Per forza, era impossibile non venirlo a sapere"
"Cosa ne pensi?"
"Che morire, magari da giovani, rende più popolari che vivere cento anni. E se hai fatto qualcosa di buono viene esaltato al massimo, e si tralasciano le cose negative. Sarebbe da farci un pensierino."

lunedì 8 agosto 2011

L'aforisma quotidiano

Per prendere una decisione basta vedere cosa fa la massa, e fare l'esatto contrario.

mercoledì 25 maggio 2011

Filosofeggiando

Il tacchino induttivista.

E' una metafora utilizzata da Bertrand Russell per confutare le tesi induttiviste di Bacone e del Circolo di Vienna. Secondo Russell e poi Popper una teoria dev'essere dedotta e non indotta. Che differenza c'è? Una teoria indotta si basa sulle esperienze di casi analoghi precedenti. Ovvero se una cosa si è sempre presentata in un modo per un notevole numero di osservazioni si presenterà in quel modo anche nell'osservazione successiva. Invece le teorie di Russell basano le proprie asserzioni sul metodo dei controlli: ogni caso va controllato perchè può presentarsi diverso da quelli precedenti. Inquadra il ruolo del ricercatore (scientifico) il quale deve mettere in discussione la teoria studiata valutandone la confutabilità e la falsificabilità.

La migliore dimostrazione della differenza tra le due teorie è data appunto dal tacchino induttivista.
Un tacchino viene nutrito ogni giorno alle 9 del mattino. Tale tacchino da buon induttivista fece notevoli osservazioni e notò che tutti i giorni che fosse caldo o freddo riceveva il pasto alle 9 del mattino. A quel punto la sua coscienza induttivista fu soddisfatta e potè affermare che gli danno il cibo alle 9 del mattino.
Però questa concezione risultò falsa alla vigilia di Natale quando esso invece di ricevere il mangiare venne sgozzato.

Questo dimostra che a livello empirico le tesi induttiviste sbagliano perchè ci sarà sempre un caso che confuterà l'intera teoria giudicata vera in precedenza. La tesi di Russell appunto ricerca il caso che possa confutare le teorie sperimentali.

lunedì 23 maggio 2011

Poesia

Prima essi attaccarono l'opposizione,
ma io non ero all' opposizione, così non li difesi.

Poi essi attaccarono gli Ebrei,
ma io non ero un Ebreo, così non li difesi.

Poi essi attaccarono gli studenti militanti,
ma io non ero uno studente militante, così non li difesi.

Poi essi attaccarono i sindacalisti,
ma io non ero un attivista sindacale, così non li difesi.

Poi essi attaccarono gli Insegnanti e gli Intellettuali,
ma io non ero uno di loro, così non li difesi.

E quando essi attaccarono me,
non era rimasto più nessuno a difendermi

Martin Niemoller

giovedì 12 maggio 2011

Politically scorrect

Al giorno d'oggi i politici italiani (sia al Governo che alle opposizioni) vengono considerati i peggiori della storia. O comunque lontani anni luce dai cosiddetti padri della Patria dell'ultimo secolo. Questo viene rimarcato soprattutto dalla scarsa considerazione che l'Italia gode da parte delle potenze straniere. Ma siamo sicuri che sia qualcosa che riguarda solo gli ultimi anni della politica italiana oppure questa sorta di snobismo risalga a tempi ben più lontani? Siamo sicuri che gli italiani di oggi siano così peggiori degli italiani di 50-100 anni fa?
Sono domande che mi sono posto spesso e a cui è difficile poter dare una risposta, non avendo vissuto direttamente le vicende del passato. Quindi mi devo affidare ad eventi storici che possano dare delle idee su come era la politica qualche anno fa. Anzi, parecchi anni fa.
Su Politically scorrect presenterò ogniqualvolta me ne capiti l'occasione, degli avvenimenti che possano, anche se lontanamente, dare una risposta alle domande poste in precedenza.

Il primo esempio che riguarda i politici italiani di un tempo risale alla Prima Guerra Mondiale e al famoso Patto di Londra. Pochi lo rimarcano, ma l'Italia in quell'occasione giocò su due tavoli, si comportò in modo subdolo e ci guadagnò molto poco, anzi la celeberrima "Vittoria mutilata" pronunciata dal D'Annunzio nacque proprio dalla scellerata condotta del Parlamento italiano dell'epoca.

Siamo alla fine del 1800, nel 1882 per la precisione. In Europa esistono due schieramenti forti: da una parte i paesi dell'Alleanza (Germania ed Austria-Ungheria) e dall'altra quelli dell'Intesa (Regno Unito, Francia e Russia). L'Italia è un paese economicamente e militarmente nettamente inferiore. L'Unità è avvenuta solo un ventennio prima e il paese deve ancora assorbire il fatto di essere una nazione unita. L'Italia decide di stringere un patto militare con gli imperi centrali: se Germania o Austria fossero state attaccate allora sarebbe dovuta intervenire, ma se fossero state una delle due ad attaccare allora poteva decidere se partecipare o meno all'eventuale guerriglia. Proprio come accade nel 1914. Austria e Germania dichiarano guerra alla Serbia, l'Italia resta alla finestra, salvo intervenire solo un anno dopo nel conflitto mondiale proprio contro di esse. Perchè?
Come ho già scritto, l'Italia in quel periodo gioca su due tavoli. Mentre rinnova di volta in volta il patto con gli austriaci, comincia a guardarsi attorno per cercare nuove alleanze che possano fruttare accordi molto più interessanti. Ricordo sempre che l'Italia in quel periodo cercava in ogni modo la considerazione da parte delle potenze straniere. Ma era un paese ancora arretrato e faceva gola la possibilità di poter allargare i propri confini ed ottenere ulteriori territori. Possibilità che veniva garantita maggiormente dai Paesi dell'Intesa che da quelli dell'Alleanza. Ma c'era già un patto stipulato. Quindi come fare?
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l'Italia indecisa sul da farsi, decide di aspettare, temporeggia in cerca di soluzioni più appetitose. Viene pressata dalle altre potenze perchè la sua entrata in guerra avrebbe potuto far pendere le sorti del conflitto da una parte piuttosto che da un'altra. Quindi se pubblicamente intavola trattative con l'Alleanza, segretamente flirta con l'Intesa. Ormai, la Guerra imperversa da mesi e l'Italia decide di parteciparvi. Ma non con i propri alleati, con gli avversari. Infatti il 26 Aprile 1915 viene stipulato in gran segreto il Patto di Londra: l'Italia entrerà in guerra con le forze russe,inglesi e francesi in cambio di notevoli riconoscimenti territoriali. Questo voltagabbana italiano porterà dei frutti? Avvisaglie di un nero presagio ci sono da subito. Gli americani (alleati dei paesi dell'Intesa) quel Patto non lo firmano. Anzi condanneranno questa diplomazia segreta a fine conflitto.

Con questo Trattato l'Italia cosa ci avrebbe guadagnato? Alla condizione che sarebbe dovuta intervenire entro un mese dalla firma del Patto, all'Italia sarebbero riconosciuti questi territori: Trentino, Tirolo, Trieste e Gorizia, Istria tranne Fiume, buona parte della Dalmazia isole comprese, alcuni territori albanesi, l'allargamento dei confini delle proprie colonie nordafricane. Non poco per un Paese ancora in fase di lento sviluppo. La domanda che mi pongo ora però è: non è che per caso tutte queste promesse fossero solo un modo per illudere l'Italia solo per portarla dalla propria parte dentro al conflitto? I politici dell'epoca si sono mai chiesti se l'Italia fosse stata usata dalle altre potenze?

Non saprei dare risposte esaustive, però con la Pace di Versailles del 1919 si capirono molte cose su quanto fossero considerati l'Italia e i relativi rappresentanti governativi. L'Italia vince il conflitto e alla conferenza di pace di Parigi vuole far valere i propri diritti impugnando i documenti del Patto di Londra, aggiungendo la richiesta di annessione ai già citati territori della città di Fiume. Le altre potenze sedute al tavolo fanno spallucce. Il Presidente Wilson, non avendo firmato il Patto, non si sente in obbligo di concedere i territori richiesti. La Francia non vuole che l'Italia ottenga tutta quell'area dalmata. Dunque le potenze dell'Intesa ritrattano quanto accordato in precedenza. I nostri rappresentanti volendo fare i signori, abbandonano per plateale (ed inutile) protesta la conferenza dando modo, ai paesi vincitori, di considerare le condizioni di pace e la ripartizione dei territori a proprio piacimento, considerando in minima parte le richieste italiane. E così l'Italia ottiene molto meno di quello che le sarebbe spettato, ad esempio non ottenne la Dalmazia.

Insomma poca considerazione all'estero, poca incisività nel far valere i proprio diritti, politica doppiogiochista e davvero poca scaltrezza, furbizia e strategia. Siamo sicuri che i politici del primo Ventennio del '900 fossero tanto diversi di quelli attuali?


L'aforisma quotidiano

A mio parere, in un’intervista, non sono le domande che contano ma le risposte. Se una persona ha talento, puoi chiederle la cosa più banale del mondo: ti risponderà sempre in modo brillante e profondo. Se una persona è mediocre, puoi porle la domanda più acuta del mondo: ti risponderà sempre in modo mediocre.

Oriana Fallaci

martedì 10 maggio 2011

Politically scorrect

L'Italia offre un territorio talmente ricco di risorse, accompagnato da un ottimo clima che se fosse abitato da tedeschi, ora sarebbe sicuramente tra le prime 5 potenze al mondo.

L'aforisma quotidiano

Cerchiamo di non essere troppo esigenti: è meglio possedere diamanti di seconda scelta che non possederne affatto.

Mark Twain

venerdì 6 maggio 2011

L'aforisma quotidiano

Se qualcuno vede una certa opera, della quale non ne aveva vista una simile, e non conosce l’intenzione dell’artefice, egli senza dubbio non potrà sapere se quell’opera sia perfetta o imperfetta ma, dopo che gli uomini hanno cominciato a formare idee universali e a escogitare modelli di case, edifici, torri e a preferire certi modelli delle cose ad altri, è accaduto che ciascuno ha chiamato perfetto quel che vedeva concordare con l’idea universale che egli si era formato e, al contrario, imperfetto quello che vedeva concordare di meno con il modello da lui concepito, sebbene secondo il parere del suo artefice fosse completamente compiuto.

(Benedetto Spinoza)

mercoledì 4 maggio 2011

Urbe Legend

Roma, III secolo a.C.
Il console Tito Manlio ordina al proprio esercito di non attaccare il nemico. L'ordine viene rispettato da tutti, tranne da suo figlio, Tito, un bravo ragazzo anche se carattere impetuoso. Egli infatti deve sfidare a duello, per una sfida ricevuta, un soldato nemico. Non si tira indietro e lo uccide, trasgredendo gli ordini di suo padre.
Tito Manlio raduna un'assemblea con i vari ufficiali dell'esercito per interrogare Tito. E dopo aver riflettuto espone le sue ragioni. Infatti chiama un littorio e gli comanda di prelevare suo figlio, di legarlo ad un palo e di decapitarlo davanti a tutti i soldati per non aver rispettato gli ordini del proprio comandante.
Ed è quello che accade.

La disciplina. Per i romani era fondamentale. L'esercito doveva essere considerato come un tessuto unico, compatto, senza falle nè imperfezioni, unito tramite gli ordini del proprio comandante. Se qualcuno veniva meno ai compiti richiesti e fosse rimasto impunito, avrebbe contribuito a lacerare tale tessuto. Un esempio tragico e macabro come questo garantisce la completa ubbidienza da parte dei soldati e la loro efficienza.

La disciplina è la base su cui vennero costruite le invincibili legioni romane.

Urbe Legend

Roma, V secolo a.C. La città è allo sbando, gli Equi minacciano l'invasione dei territori romani. Un vecchio console ritiratosi a vita agreste, mentre sta arando la propria terra, viene pregato dai senatori di intervenire in soccorso dei villaggi sotto assedio. Costui accetta la carica di dittatore. Raduna l'esercito. Sbaraglia gli Equi e libera gli accampamenti dall'assedio. Una volta riportato l'ordine, depone la dittatura e torna alla sua vita agreste di prima. 

I grandi imperi nascono dalle imprese di grandi uomini. Un cittadino romano era sempre pronto a servire la causa della propria città. Sia combattendo, sia lavorando per essa. 

Come fece Lucio Quinzio Cincinnato.

L'aforisma quotidiano

Se la tua felicità dipende da quello che fa qualcun altro, credo proprio che tu sia alle prese con un problema. (Robert Bach)

martedì 3 maggio 2011

Prego, mi dica...

Quando a scuola si sfogliano i libri di storia, si trovano scritte quasi sempre le stesse cose. Eventi, personaggi, invenzioni, battaglie, guerre. Raccontate e interpretate sempre allo stesso modo. Ci sono dei vincitori e dei vinti. Poco importa quello che ci possa essere dietro ad un fatto o ad un personaggio. Le interpretazioni modificano la lettura degli eventi perchè cambia di volta in volta il punto di vista. I personaggi, quindi, diventano "buoni" o "cattivi" per almeno tre motivi: Patriottismo, Politica e Religione.
La storia raccontata secondo il patriottismo giudica i fatti e i personaggi a seconda che essi siano accaduti e intervenuti a favore o contro la propria terra d'origine. Nel passato italico c'è la tradizione ingombrante dell'Impero Romano, il primo grande impero civilizzato in Europa. Publio Scipione, Giulio Cesare, Ottaviano Augusto furono i principali condottieri acclamati un tempo e ammirati tuttora. Perchè furono grandi personaggi certo, ma soprattutto perchè noi crediamo di esserne i discendenti. Ma anche loro, tramite i propri soldati, seminarono morte e distruzione, ma non ci si fa caso perchè è come se avessero agito nel giusto. Mentre Annibale, Vercingetorige e Dionisio stanno dalla parte opposta e quindi nel male, vengono tramandati con orrore. Ma anche loro combattevano per il proprio popolo (che ovviamente li vedeva nel giusto). Gli ideali loro erano simili a quelli romani ma interpretati negli anni in modo fazioso.
I fini politici fanno ritornare all'attualità dell'ultimo secolo. Gli estremismi incutono paura e soprattutto diffondono violenza. Sempre. E la storia lo testimonia. Solamente che in certi casi vengono condannati e in altri "accettati". Quando si paragonano i regimi di certo non si può dire che uno abbia fatto meno morti dell'altro, perchè comunque si sono macchiati di nefandezze criminali. I fini di Hitler e Stalin erano gli stessi, ottenuti con gli stessi mezzi ma con ideologie differenti. Ma la vera differenza l'ha fatta la vittoria della guerra e la conseguente propaganda. Per cui, invece di condannarli entrambi, vengono valutati su piani diversi, e non con la necessaria oggettività.
In duemila anni si è sparso più sangue per motivi religiosi che per qualsiasi altro fine. Dal punto di vista cristiano le Crociate dei primi secoli dopo il 1000 d.c. vengono giustificate e valorizzate. Anche perchè vi parteciparono personaggi di enorme rilievo come Riccardo Cuor di Leone e Federico il Barbarossa. Il Saladino, forse condottiero di maggior levatura rispetto agli altri due, viene studiato come il feroce, il cattivo, avversario della croce. Questo perchè si era permesso di riconquistare Gerusalemme togliendola dalle mani dei cirstiani, legittimati dalla religione e quindi dalla nostra storia. Allo stesso modo oggi noi guardiamo con disprezzo ad una eventuale Jihad promossa dal culto musulmano. Da una parte si giustifica, dall'altra si condanna. La lettura delle varie interpretazioni storiche  influenzano pensieri ed opinioni, facendo pendere drasticamente la bilancia del bene da una parte e del male dall'altra.

I fatti ed i personaggi elencati sono solo degli esempi. Se ne potrebbero proporre migliaia ma la sostanza non cambierebbe. L'animo umano tende a parteggiare per le proprie tradizioni e le proprie ideologie, condannando a priori quelle avverse. Nessun uomo nasce buono o cattivo, i fatti e le circostanze lo rendono tale agli occhi degli altri. Il mondo in cui viviamo oggi è stato costruito da tutti gli uomini che ci hanno preceduto, e non solo da quelli che riteniamo più giusti di altri. Ovviamente qualcuno avrà avuto più meriti, ma tale considerazione va fatta al di fuori di ogni tendenza campanilistica.
La storia è tutta bella, avvincente ed interessante se letta tra le righe e aldilà di tendenziose interpretazioni.

Movie...tra le righe

Un ballo, uno sguardo, un bacio, sono occasioni uniche. E basta una sola sciocchezza per fare la differenza tra un “e vissero felici e contenti” e “oh, è solo un tale, che ho visto non so dove, una volta…”. Chiaro?!

Hitch

L'aforisma quotidiano

Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore. (Lord Byron)

Alcol Test

“Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.”
(Charles Bukowski)

giovedì 31 marzo 2011

Labirinti universitari

In aula studio.
Rumore di libri... "Ehm ehm, shhhh"
Sedie sbattute..."Shhhh"
Chiacchiere..."Silenzio, grazie!"
Parte la suoneria di un cellulare, tonalità altissima. Nessuno risponde. Passano secondi interminabili. Una persona fruga nel proprio zaino visibilmente imbarazzata, sotto lo sguardo beffardo del resto degli studenti presenti in aula."Ehm scusate..."

mercoledì 30 marzo 2011

Labirinti universitari

Al cellulare:"Ehi dove sei?"
"Sono in Università... a studiare"
"Io sarò lì fra poco, mi tieni un posto?"
"Sì certo, non ti preoccupare"
...
Fuori, nel cortile antistante l'aula studio, sulla scalinata con vista sul mare.
"Ohh, cosa fai seduto qua fuori?"
"Bella giornata oggi, guardo il mare, prendo il sole e ci sono le ragazze poco vestite..."
"Ma non dovevi prendermi il posto!?"
"Non ti sembra ci sia sufficiente posto su questi scalini???"

Alcol Test

Una donna mi ha portato sulla strada del bere e non ho nemmeno avuto la cortesia di ringraziarla.
W.C. Fields

L'aforisma quotidiano

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. (Pablo Picasso)

lunedì 28 marzo 2011

Labirinti universitari

Fuori dal dipartimento, con le ragazze dei volantini.
"Ehi ragazzi, serata disco stasera?"
"Ehh magari, ma abbiamo un esame a breve, dobbiamo studiare..."
"Dai ci sono i chupiti a 1 euro..."
"No dai, domani altrimenti chi si sveglia..."
"Peccato, c'è anche l'elezione di Miss Università..."
"...Ok veniamo..."   

Labirinti universitari

Alla macchinetta del caffè. "Bleah, questo caffè fa proprio schifo"
In aula studio un'ora dopo. "Ehi, pausa caffè?"
"Si va bene..."

Labirinti universitari

In aula studio, bisbigliando: "Che caldo che fa..."
"C'è un sole assurdo fuori"
"Andiamo a sederci sugli scalini all'aperto"
"Ehh magari, ma non posso. Devo assolutamente finire il capitolo per l'esame..."
Una ragazza in minigonna e maglietta con scollatura si dirige verso l'uscita.
"Allora cosa fai ancora seduto? Andiamo..."
"Non devi studiare per l'esam...Ehi aspetta!!! Arrivo!!!"

Movie...tra le righe

-Ho notato che nessuno va in panico quando le cose vanno secondo i piani. Anche se i piani sono mostruosi. Se domani dico alla stampa che un teppista da strapazzo verrà ammazzato o che un camion di soldati esploderà, nessuno va nel panico. Perché fa tutto parte del piano. Ma quando dico che un solo, piccolo, sindaco morirà allora tutti perdono la testa.

(Joker, Il cavaliere oscuro)

L'aforisma quotidiano

C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo...

Jim Morrison

mercoledì 23 marzo 2011

Alcol Test

Senza dubbio la più grande invenzione della storia è stata la birra. Sì, anche la ruota è stata una buona idea, ma una ruota non si accompagna altrettanto bene con la pizza.
Dave Barry

Groucho

Io sono stato invitato in tutti i migliori salotti. Una volta sola.

Wilde

Le donne ci amano per i nostri difetti: se ne possediamo a sufficienza, ci perdonano ogni cosa, perfino l'intelligenza.

martedì 22 marzo 2011

Labirinti universitari

"Hai notato che in aula studio non ci sono più i gatti?"
"Ecco perchè in mensa ogni giorno c'è il menu speciale"

L'aforisma quotidiano

In un rapporto di coppia, l'uomo deve fare l'uomo. E la donna deve farsi l'uomo...

Labirinti universitari

"Guarda devo studiare tantissimo, appoggio i libri in aula studio e vengo a prendere il caffè, ma 5 minuti eh?" Non è più tornato... I libri hanno iniziato a sfogliarsi da soli...

Labirinti universitari

Ci son persone che hanno detto:" Vado un attimo in segreteria generale"...Non sono più tornati...

Alcol Test

Niente fa apparire una donna più carina che tre cocktail dentro un uomo
Leopold Fetchner

De Profundis

Mio nonno era un duro. Un vero duro. Sulla sua lapide c'è scritto: "Cazzo guardi?". (Daniele Luttazzi) 

Cimitero scozzese. Tomba piccola: "Mc Pherson, morto per aver perso un penny". Tomba piu' grande: "Mc Donald, Mc Hanzie, Mc Duey, Mc Heven, Mc Donald, morti nella rissa nata per raccogliere il penny perso da Mc Pherson".

Groucho

Eravamo in tre e lavoravamo come un sol uomo. Cioè due di noi poltrivano sempre.

domenica 20 marzo 2011

Foco

L'Uccelletto 

Era d'Agosto e il povero uccelletto
ferito dallo sparo di un moschetto
ando', per riparare l'ala offesa,
a finire all'interno di una chiesa.

Dalla tendina del confessionale
il parroco intravvide l'animale
mentre i fedeli stavano a sedere
recitando sommessi le preghiere.

Una donna che vide l'uccelletto
lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si senti' un pigolio:
cio cio, cip cip cio.

Qualcuno rise a 'sto cantar d'uccelli
e il parroco, seccato, urlo': "Fratelli!
Chi ha l'uccello mi faccia il favore
di lasciare la casa del Signore!"

I maschi, un po' sorpresi a tal parole,
lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lascio' il confessionale
e: "Fermi -disse- mi sono espresso male!

Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire!".

A testa bassa e la corona in mano
le donne tutte uscirono pian piano,
Ma mentre andavan fuori grido' il prete:

"Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"

Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzaron tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.

"Per tutti i Santi -grido' il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l'equivoco e la serie degli errori:

esca solo chi e' cosi' villano
da stare in chiesa con
l'uccello in mano!"

Ben celata in un angolo appartato,
una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci manco' poco si sentisse male,
e con il volto di un pallore smorto
disse: "Che ti dicevo? Se n'e' accorto!"

Foco


S'i' fosse foco, ardere' il mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo;

s'i' fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti cristïani embrigarei;
s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.

S'i' fosse morte, andarei da mio padre;
s'i' fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi' madre,

S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.

Cecco Angiolieri