Visto che stai gia' pensando, pensa in grande; niente e nessuno possono impedirti di farlo
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domenica 10 ottobre 2010
Alcol Test
Dopo aver letto un elenco dei possibili danni che l’alcool puo recare alla salute, ho smesso di leggere
Henny Youngman
Henny Youngman
Intensità
Sa di essere il punto di riferimento.
Sa che tutti si affidano a lui.
Sa di riuscire a coinvolgere le persone.
Sa di avere qualità che molti non hanno.
Sa di essere un trascinatore.
Sa di essere un leader carismatico.
Sa di essere ammirato e stimato.
Sa di dover fronteggiare pressioni fortissime.
Sa di dover essere infallibile.
Sa di non poter sbagliare.
Sa che quanto ha fatto sognare ed illudere, tanto potrà deludere.
Sa che non potrà far affidamento su nessuno.
Sa che il troppo amore potrà trasformarsi in profondo odio.
Sa di essere uno degli artefici della vittoria ma l'unico responsabile della sconfitta.
Sa che l'unico errore potrà cancellare innumerevoli glorie.
Sa che un passo falso potrà eliminare il cammino fatto.
Sa che se sbaglia rimarrà solo.
La solitudine del numero 10...
Sa che tutti si affidano a lui.
Sa di riuscire a coinvolgere le persone.
Sa di avere qualità che molti non hanno.
Sa di essere un trascinatore.
Sa di essere un leader carismatico.
Sa di essere ammirato e stimato.
Sa di dover fronteggiare pressioni fortissime.
Sa di dover essere infallibile.
Sa di non poter sbagliare.
Sa che quanto ha fatto sognare ed illudere, tanto potrà deludere.
Sa che non potrà far affidamento su nessuno.
Sa che il troppo amore potrà trasformarsi in profondo odio.
Sa di essere uno degli artefici della vittoria ma l'unico responsabile della sconfitta.
Sa che l'unico errore potrà cancellare innumerevoli glorie.
Sa che un passo falso potrà eliminare il cammino fatto.
Sa che se sbaglia rimarrà solo.
La solitudine del numero 10...
Smitizzando
-E anche questo è a posto... Ora vediamo a chi tocca... Oh mio Dio, scusi Principale ma quando ci vuole ci vuole...Ma chi me l'ha fatto fare a me di stare qui...E poi si dice: "Ahh come si sta bene in Paradiso". Vorrei vedere chiunque al posto mio, stare seduto di fronte a questa scrivania, tutt'intorno è bianco. Non si possono neanche appendere i poster. Le pareti bianche, arredamento bianco talmente minimal che un esperto di Feng Shui si sparerebbe. Perfino io sono vestito di bianco. E poi la beffa che mentre io sono qui, di là (oltre la Porta) si divertono alla grande, sono felici e spensierati, loro. E questo lo posso anche accettare, ma mi trovo a fare dei colloqui con dei personaggi che si credono Dio in persona, delle teste dure.Ehh ci vuole pazienza, bisogna pur sempre accettare le direttive aziendali. E arriveranno le vacanze anche per me. Prima o poi un altro diluvio vuoi che non lo mandi? Almeno un po' di pace per qualche tempo... Dai, andiamo, fate entrare il prossimo...
-Buondì, Pietro. Non s'illuda che la chiami Santità o qualcosa di simile. Lei può pure chiamarmi Sir.
-[portandosi la mano sulla fronte] Oh Signore...Speravo che potesse essere cambiato dopo il trapasso...Iniziamo bene...
-Credo che io possa già entrare. E lei è sicuro che entrerà?...[rimanendo in piedi, e dirigendosi verso la Porta]
- Ma dove sta andando!? Torni indietro che dobbiamo fare questo colloquio. Stia seduto lì, le dirò io quando alzarsi e dove andare soprattutto. E per inciso io qui faccio quello che mi pare...[rumore di tuoni] Sì insomma, quasi quello che mi pare. Procediamo, vediamo il suo curriculum...
-Ha da accendere?
-Prego?
-Devo fumare il sigaro ma non ho l'accendisigari con me...
-Qui non si può fumare.
-Come scusi?
-In Paradiso non si fuma.
-Ma che corbelleria è questa...E dove sta scritto?
-Non occorre che sia scritto. E' così e basta.
-Se non c'è una legge scritta, nulla mi impedisce di fumare...
-Le basta la Legge Divina?
-Pfui, pensare che ad alcuni sigari hanno dato il mio nome... Allora, oste! Oste!
-Ma cosa urla!?
-Chiamo l'oste così ordino un bicchiere di whiskey, ne ho proprio bisogno.
-Ma è impazzito?
-Mi perdoni Pietro, non le ho chiesto se ne vuole pure Lei. Ne ordino un paio allora. Speriamo ci siano della marca che preferisco.
-La smette? Non le porteranno nessun whiskey!
-Manca l'oste? Poco male, mi arrangerò io ad andarlo a prendere.
-Resti seduto, qui non le porteranno nessun whiskey, non perchè manchi l'oste, ma perchè non esiste l'alcol in Paradiso...
-Sta scherzando, vero?
-No!
-Più che un Paradiso mi sembra un Inferno...Non ci saranno neanche le donnine immagino...
-Guardi che lei non può confondere il Paradiso con un bordello. Qui non esistono i vizi, se lo metta in testa. Non si fuma, non si beve, non ci sono donne di facili costumi. Tutto qui è allo stato di purezza e sobrietà. Esattamente l'opposto di quello che è lei.
-Ma se non mi concedete nulla che ci sto a fare qui!?
-Veda lei, se preferisce essere dannato per l'eternità... E ora possiamo procedere?
-Ma neanche un goccio di Sidro?
-Lei essendo acculturato dovrebbe immaginare che le mele, qui, le hanno proibite da tempo...
Mi dica per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Me lo dica lei, sono stato convocato. Non sono mica venuto di mia spontanea volontà. Anzi, se sapevo che non potevo bere neanche un goccio di whiskey o fumare un buon sigaro, ne sarei rimasto alla larga...
-[scuotendo la testa] Io la farei entrare solo per evitare di andare avanti ad ascoltarla ma non posso purtroppo. Partiamo dalla sua vita sentimentale: dal suo matrimonio nacquero ben 5 figli. Sicuramente va a suo favore il fatto che ha sempre mantenuto la stessa moglie...
-Guardi, già avere una moglie è dura, figurarsi averne più di una a causa dei vari divorzi. Altro che alcol e fumo, mi creda, non si sopravvive...
-Riesce a spiegarsi come mai la sua figlia primogenita ha divorziato così tante volte?
-Chiaramente confrontando i suoi mariti con suo padre, li trovava rammolliti. Non la posso biasimare.
-Già, sarà... Mentre nel suo lavoro non si è mai fatto problemi di etica o morale.
-Quando ci sono in ballo degli interessi così grandi, ogni bel discorso va accantonato e bisogna agire anche se l'azione possa implicare soluzioni moralmente scorrette.
-Tutto ciò che ha fatto era inevitabile?
-In quel tempo e con quelle situazioni politiche, credo di sì. E la mia Nazione per questo non ha potuto che ringraziarmi...
-Anche gli abitanti di Coventry immagino...
-Se non toccava a Coventry, sarebbe toccato a Londra. In tempo di guerra bisogna prendere le decisioni che prevedono il male minore. Quella notte, quando sentii passare i bombardieri tedeschi mi misi una mano sul cuore e pregai di aver fatto la scelta giusta. Cinque anni più tardi mi sembra di aver dimostrato di aver avuto ragione. A Dresda in molti capirono di che pasta eravamo fatti noi inglesi.[ghigno]
-E' stato tra gli artefici di una pagina tra le più nere della storia dell'uomo...
-Non l'ho voluta io la guerra. Ci siamo presi le nostre responsabilità, sono il prezzo della nostra grandezza.
-Ci sono stati milioni di morti.
-Mi creda che se fosse finita diversamente, i morti sarebbero stati molti di più negli anni successivi. Anzi, se non fosse stato per noi e per gli yankees, il mondo avrebbe vissuto il braccio di ferro fra nazismo e comunismo. Allora sì che le cose si sarebbero messe male per l'intera umanità...
Le guerre non sono mai giuste e nessuno può garantirne il successo, ma bisogna meritarlo. E noi lo abbiamo meritato.
-Ma che si vinca o perda conta fino ad un certo punto...
-Pietro, si trattava di cambiare il corso della storia dell'umanità. E il risultato di qualunque guerra è la cosa che conta. C'è un abisso tra il positivo e il negativo. Indipendetemente dal come si raggiungono certi traguardi.
-Quello che intendevo io, è che alla fine le disgrazie ci sono lo stesso, i morti restano. Mica vengono resuscitati se vince l'uno o l'altro.
-In quegli anni in Europa era sorto un enorme problema. E non si poteva risolvere congelandolo. Bisognava affrontarlo. Dopo gli accordi di Monaco del 1938, Gran Bretagna e Francia potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Hanno trovato la guerra.
-Quindi lei era contrario al comportamento politico del suo Paese degli anni '30...
-L'Inghilterra non si è mai tirata indietro nella sua storia. Dovevamo fare la voce grossa. Invece Chamberlain era un pavido e lasciò fare ai tedeschi. Essere accondiscendenti per debolezza e paura è fatale. La chiamarono la politica dell'appeasement verso Hitler...Tzè, la chiamerei la politica del cagasotto.
-Non correva buon sangue noto...
-Quello lì non ha mai alzato un dito per lavorare e ha sempre detto di amare i lavoratori; certo amava vederli lavorare.
-Lei invece ha fatto parecchie cose, ha perfino vinto un Nobel...
-Mio padre voleva diventassi un soldato, a me piaceva scrivere, leggere e acculturarmi. Alla fine diventando Primo Ministro ho accontentato entrambi.
-Come stratega militare non era granchè. Il disastro ai Dardanelli del '14 è opera sua no? Fu aperta anche un'inchiesta contro di lei, fu accusato di essere l'unico responsabile della disfatta e gli Alleati non la presero molto bene.
-Come ho sempre sostenuto la vittoria ha mille padri mentre la sconfitta uno solo. Mi viene ricordata quella sconfitta mentre andrebbe anche citato il fatto che pure quella guerra la vincemmo grazie a me. Ma è così, se si perde per forza bisogna trovare un capro espiatorio, se si vince è merito di tutta la Nazione. Ma so che la storia è stata gentile con me, in quanto l'ho fatta.
-Non esageri, non è stato uno stinco di Santo e lo sa bene anche lei. Però è stato un personaggio curioso e molto interessante anche se spero che non ne nascano più come lei.
-Senta, ma non ci sarebbe un cicchettino... Non ne posso più...
-Dovrebbe essere contento invece che per la prima volta si trova ad essere sobrio, così la smette di sentirsi onnipotente.
-Mi sta facendo la ramanzina? Guardi che di Bessie Braddock ce n'era una...
-La fece dannare parecchio.
-Mi rompeva sempre l'anima sul fatto che ai ricevimenti fossi ubriaco, ma lei non si rendeva conto di quanto fosse brutta!? Per non parlare di Lady Astor, se poteva mi avrebbe avvelenato...
-E invece è durato fino a 91 anni. Ha la pelle dura nonostante tutto.
-E ho sempre bevuto e fumato a differenza del buon Montgomery, e [grassa risata] ho anche vissuto più di lui. Penso che mi odierà per questo.
Ma questa sedia è pulita vero?
-Beh non direi visto che si sono sedute milioni di persone prima di lei...
-[alzandosi] Ma sta scherzando? Com'è possibile. Chiami una hostess, un inserviente subito. mi devo pulire subito...C'è nessuno? La donna delle pulizie non c'è?
-Eh no non abbiamo fatto in tempo a metterla in regola...Stia tranquillo, mi stavo prendendo gioco di lei. In Paradiso lo sporco non può esistere, le pare? E adesso si risieda. Ero curioso di vederla impanicato. Piacevole sensazione...
-Non sono daccordo. Scherzo di pessimo gusto.
-Suvvia, che fine ha fatto il suo proverbiale humour?
Un'altra cosa che non mi è mai stata chiara: come mai ha sempre sostenuto e ammirato Mussolini? Fu un dittatore che prese delle decisioni terribili...
-Fu un grande uomo. Impedì il proliferare del bolscevismo in Italia e mi creda fu un grande sollievo. L'Italia non ebbe mai una posizione così importante in Europa come quando era guidata da Mussolini. E nell'andare avanti della storia molte sue iniziative tornarono utili. Certo fece dei gravi errori, il suo limite fu infatti quello di entrare in situazioni in cui non pensava di perderne così facilmente il controllo. Io lo ammirai per il temperamento e la sua capacità di trascinare l'intero popolo. Solo nel suo ventennio l'Italia fu capace di imporre le proprie decisioni agli altri Paesi. Poi non fu più così...
-Si alleò con Hitler...
-Tutti i grandi hanno fatto errori. Io quando pensai di aver sbagliato diedi le dimissioni...peccato che le dovetti presentare a me stesso e allora le rifiutai.[grassa risata]
-Glielo ripeto lei è proprio curioso, non abbassa la testa neanche qui...
-...[allarga le braccia e si appoggia al bastone] Dopo avermi privato dei miei piaceri vuole anche che abbassi la testa? Pietro, ho la mia reputazione.
-Daccordo, lei è furbo, ma le cose che ha fatto le ha fatte per il bene del suo popolo e di questo ne sono convinto. In sostanza lei come avrebbe voluto il mondo?
-Se il mondo che ci avete lasciato in eredità fosse andato nelle mani di nazioni soddisfatte, che per se stesse non vogliano più di quanto già abbiano, allora si sarebbe in un mondo di pace. Nessuno vorrebbe più di quanto già possiede, come un ricco che vive in pace nelle loro case. Il problema è che ci si trova sempre nelle mani di nazioni affamate allora il mondo sarà sempre in costante pericolo. Ecco perchè sono convinto che la democrazia funzioni solo quando a decidere sono in due e uno è malato!
-E non è riuscito a portare la pace nel mondo, quindi alla fine è una persona normale, un mortale come tutti...
-Certo! Ma abbiamo evitato il proliferare del comunismo! Già quello è da considerarsi una vittoria!
-E ha anche fatto delle pessime figure. Quella volta in Parlamento si dimenticò il discorso che doveva fare.
-Pietro suvvia, ho avuto un vuoto di memoria, può succedere. Dopo quel fatto su di me hanno scritto e detto di tutto ma non c'è nulla di più esilarante di essere presi di mira senza successo [grassa risata]
-Va bene, mi ha convinto, è pronto ad entrare?
-Io sono pronto ad entrare e ad incontrare il Creatore, ma caro Pietro, bisogna vedere se lui è pronto ad incontrare me. Arrivederci, è stata una conversazione interessante.
-[guardandolo entrare scuotendo la testa] Certo che è un tipo proprio curioso...Avanti!...
-Buondì, Pietro. Non s'illuda che la chiami Santità o qualcosa di simile. Lei può pure chiamarmi Sir.
-[portandosi la mano sulla fronte] Oh Signore...Speravo che potesse essere cambiato dopo il trapasso...Iniziamo bene...
-Credo che io possa già entrare. E lei è sicuro che entrerà?...[rimanendo in piedi, e dirigendosi verso la Porta]
- Ma dove sta andando!? Torni indietro che dobbiamo fare questo colloquio. Stia seduto lì, le dirò io quando alzarsi e dove andare soprattutto. E per inciso io qui faccio quello che mi pare...[rumore di tuoni] Sì insomma, quasi quello che mi pare. Procediamo, vediamo il suo curriculum...
-Ha da accendere?
-Prego?
-Devo fumare il sigaro ma non ho l'accendisigari con me...
-Qui non si può fumare.
-Come scusi?
-In Paradiso non si fuma.
-Ma che corbelleria è questa...E dove sta scritto?
-Non occorre che sia scritto. E' così e basta.
-Se non c'è una legge scritta, nulla mi impedisce di fumare...
-Le basta la Legge Divina?
-Pfui, pensare che ad alcuni sigari hanno dato il mio nome... Allora, oste! Oste!
-Ma cosa urla!?
-Chiamo l'oste così ordino un bicchiere di whiskey, ne ho proprio bisogno.
-Ma è impazzito?
-Mi perdoni Pietro, non le ho chiesto se ne vuole pure Lei. Ne ordino un paio allora. Speriamo ci siano della marca che preferisco.
-La smette? Non le porteranno nessun whiskey!
-Manca l'oste? Poco male, mi arrangerò io ad andarlo a prendere.
-Resti seduto, qui non le porteranno nessun whiskey, non perchè manchi l'oste, ma perchè non esiste l'alcol in Paradiso...
-Sta scherzando, vero?
-No!
-Più che un Paradiso mi sembra un Inferno...Non ci saranno neanche le donnine immagino...
-Guardi che lei non può confondere il Paradiso con un bordello. Qui non esistono i vizi, se lo metta in testa. Non si fuma, non si beve, non ci sono donne di facili costumi. Tutto qui è allo stato di purezza e sobrietà. Esattamente l'opposto di quello che è lei.
-Ma se non mi concedete nulla che ci sto a fare qui!?
-Veda lei, se preferisce essere dannato per l'eternità... E ora possiamo procedere?
-Ma neanche un goccio di Sidro?
-Lei essendo acculturato dovrebbe immaginare che le mele, qui, le hanno proibite da tempo...
Mi dica per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Me lo dica lei, sono stato convocato. Non sono mica venuto di mia spontanea volontà. Anzi, se sapevo che non potevo bere neanche un goccio di whiskey o fumare un buon sigaro, ne sarei rimasto alla larga...
-[scuotendo la testa] Io la farei entrare solo per evitare di andare avanti ad ascoltarla ma non posso purtroppo. Partiamo dalla sua vita sentimentale: dal suo matrimonio nacquero ben 5 figli. Sicuramente va a suo favore il fatto che ha sempre mantenuto la stessa moglie...
-Guardi, già avere una moglie è dura, figurarsi averne più di una a causa dei vari divorzi. Altro che alcol e fumo, mi creda, non si sopravvive...
-Riesce a spiegarsi come mai la sua figlia primogenita ha divorziato così tante volte?
-Chiaramente confrontando i suoi mariti con suo padre, li trovava rammolliti. Non la posso biasimare.
-Già, sarà... Mentre nel suo lavoro non si è mai fatto problemi di etica o morale.
-Quando ci sono in ballo degli interessi così grandi, ogni bel discorso va accantonato e bisogna agire anche se l'azione possa implicare soluzioni moralmente scorrette.
-Tutto ciò che ha fatto era inevitabile?
-In quel tempo e con quelle situazioni politiche, credo di sì. E la mia Nazione per questo non ha potuto che ringraziarmi...
-Anche gli abitanti di Coventry immagino...
-Se non toccava a Coventry, sarebbe toccato a Londra. In tempo di guerra bisogna prendere le decisioni che prevedono il male minore. Quella notte, quando sentii passare i bombardieri tedeschi mi misi una mano sul cuore e pregai di aver fatto la scelta giusta. Cinque anni più tardi mi sembra di aver dimostrato di aver avuto ragione. A Dresda in molti capirono di che pasta eravamo fatti noi inglesi.[ghigno]
-E' stato tra gli artefici di una pagina tra le più nere della storia dell'uomo...
-Non l'ho voluta io la guerra. Ci siamo presi le nostre responsabilità, sono il prezzo della nostra grandezza.
-Ci sono stati milioni di morti.
-Mi creda che se fosse finita diversamente, i morti sarebbero stati molti di più negli anni successivi. Anzi, se non fosse stato per noi e per gli yankees, il mondo avrebbe vissuto il braccio di ferro fra nazismo e comunismo. Allora sì che le cose si sarebbero messe male per l'intera umanità...
Le guerre non sono mai giuste e nessuno può garantirne il successo, ma bisogna meritarlo. E noi lo abbiamo meritato.
-Ma che si vinca o perda conta fino ad un certo punto...
-Pietro, si trattava di cambiare il corso della storia dell'umanità. E il risultato di qualunque guerra è la cosa che conta. C'è un abisso tra il positivo e il negativo. Indipendetemente dal come si raggiungono certi traguardi.
-Quello che intendevo io, è che alla fine le disgrazie ci sono lo stesso, i morti restano. Mica vengono resuscitati se vince l'uno o l'altro.
-In quegli anni in Europa era sorto un enorme problema. E non si poteva risolvere congelandolo. Bisognava affrontarlo. Dopo gli accordi di Monaco del 1938, Gran Bretagna e Francia potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Hanno trovato la guerra.
-Quindi lei era contrario al comportamento politico del suo Paese degli anni '30...
-L'Inghilterra non si è mai tirata indietro nella sua storia. Dovevamo fare la voce grossa. Invece Chamberlain era un pavido e lasciò fare ai tedeschi. Essere accondiscendenti per debolezza e paura è fatale. La chiamarono la politica dell'appeasement verso Hitler...Tzè, la chiamerei la politica del cagasotto.
-Non correva buon sangue noto...
-Quello lì non ha mai alzato un dito per lavorare e ha sempre detto di amare i lavoratori; certo amava vederli lavorare.
-Lei invece ha fatto parecchie cose, ha perfino vinto un Nobel...
-Mio padre voleva diventassi un soldato, a me piaceva scrivere, leggere e acculturarmi. Alla fine diventando Primo Ministro ho accontentato entrambi.
-Come stratega militare non era granchè. Il disastro ai Dardanelli del '14 è opera sua no? Fu aperta anche un'inchiesta contro di lei, fu accusato di essere l'unico responsabile della disfatta e gli Alleati non la presero molto bene.
-Come ho sempre sostenuto la vittoria ha mille padri mentre la sconfitta uno solo. Mi viene ricordata quella sconfitta mentre andrebbe anche citato il fatto che pure quella guerra la vincemmo grazie a me. Ma è così, se si perde per forza bisogna trovare un capro espiatorio, se si vince è merito di tutta la Nazione. Ma so che la storia è stata gentile con me, in quanto l'ho fatta.
-Non esageri, non è stato uno stinco di Santo e lo sa bene anche lei. Però è stato un personaggio curioso e molto interessante anche se spero che non ne nascano più come lei.
-Senta, ma non ci sarebbe un cicchettino... Non ne posso più...
-Dovrebbe essere contento invece che per la prima volta si trova ad essere sobrio, così la smette di sentirsi onnipotente.
-Mi sta facendo la ramanzina? Guardi che di Bessie Braddock ce n'era una...
-La fece dannare parecchio.
-Mi rompeva sempre l'anima sul fatto che ai ricevimenti fossi ubriaco, ma lei non si rendeva conto di quanto fosse brutta!? Per non parlare di Lady Astor, se poteva mi avrebbe avvelenato...
-E invece è durato fino a 91 anni. Ha la pelle dura nonostante tutto.
-E ho sempre bevuto e fumato a differenza del buon Montgomery, e [grassa risata] ho anche vissuto più di lui. Penso che mi odierà per questo.
Ma questa sedia è pulita vero?
-Beh non direi visto che si sono sedute milioni di persone prima di lei...
-[alzandosi] Ma sta scherzando? Com'è possibile. Chiami una hostess, un inserviente subito. mi devo pulire subito...C'è nessuno? La donna delle pulizie non c'è?
-Eh no non abbiamo fatto in tempo a metterla in regola...Stia tranquillo, mi stavo prendendo gioco di lei. In Paradiso lo sporco non può esistere, le pare? E adesso si risieda. Ero curioso di vederla impanicato. Piacevole sensazione...
-Non sono daccordo. Scherzo di pessimo gusto.
-Suvvia, che fine ha fatto il suo proverbiale humour?
Un'altra cosa che non mi è mai stata chiara: come mai ha sempre sostenuto e ammirato Mussolini? Fu un dittatore che prese delle decisioni terribili...
-Fu un grande uomo. Impedì il proliferare del bolscevismo in Italia e mi creda fu un grande sollievo. L'Italia non ebbe mai una posizione così importante in Europa come quando era guidata da Mussolini. E nell'andare avanti della storia molte sue iniziative tornarono utili. Certo fece dei gravi errori, il suo limite fu infatti quello di entrare in situazioni in cui non pensava di perderne così facilmente il controllo. Io lo ammirai per il temperamento e la sua capacità di trascinare l'intero popolo. Solo nel suo ventennio l'Italia fu capace di imporre le proprie decisioni agli altri Paesi. Poi non fu più così...
-Si alleò con Hitler...
-Tutti i grandi hanno fatto errori. Io quando pensai di aver sbagliato diedi le dimissioni...peccato che le dovetti presentare a me stesso e allora le rifiutai.[grassa risata]
-Glielo ripeto lei è proprio curioso, non abbassa la testa neanche qui...
-...[allarga le braccia e si appoggia al bastone] Dopo avermi privato dei miei piaceri vuole anche che abbassi la testa? Pietro, ho la mia reputazione.
-Daccordo, lei è furbo, ma le cose che ha fatto le ha fatte per il bene del suo popolo e di questo ne sono convinto. In sostanza lei come avrebbe voluto il mondo?
-Se il mondo che ci avete lasciato in eredità fosse andato nelle mani di nazioni soddisfatte, che per se stesse non vogliano più di quanto già abbiano, allora si sarebbe in un mondo di pace. Nessuno vorrebbe più di quanto già possiede, come un ricco che vive in pace nelle loro case. Il problema è che ci si trova sempre nelle mani di nazioni affamate allora il mondo sarà sempre in costante pericolo. Ecco perchè sono convinto che la democrazia funzioni solo quando a decidere sono in due e uno è malato!
-E non è riuscito a portare la pace nel mondo, quindi alla fine è una persona normale, un mortale come tutti...
-Certo! Ma abbiamo evitato il proliferare del comunismo! Già quello è da considerarsi una vittoria!
-E ha anche fatto delle pessime figure. Quella volta in Parlamento si dimenticò il discorso che doveva fare.
-Pietro suvvia, ho avuto un vuoto di memoria, può succedere. Dopo quel fatto su di me hanno scritto e detto di tutto ma non c'è nulla di più esilarante di essere presi di mira senza successo [grassa risata]
-Va bene, mi ha convinto, è pronto ad entrare?
-Io sono pronto ad entrare e ad incontrare il Creatore, ma caro Pietro, bisogna vedere se lui è pronto ad incontrare me. Arrivederci, è stata una conversazione interessante.
-[guardandolo entrare scuotendo la testa] Certo che è un tipo proprio curioso...Avanti!...
mercoledì 6 ottobre 2010
Smitizzando
-...Dunque dunque, vediamo...Il prossimo!
Noto una certa spavalderia nel portamento, sempre fedele alla sua fama... Però la facevo più alto.
- Sua Santità Eminentiss...
-Mi chiami pure Pietro, facciamo prima. Un attimo solo...Devo controllare...[perplessità]
Lei da seduto, con i piedi, non riesce a toccare terra. E a cavallo come faceva?
-[ghigno] Beh ma il cavallo mica dovevo spingerlo con i piedi. Bastava essere bravi a governarlo.
-Faccia meno lo spiritoso, le faccio notare che questo colloquio le permette di entrare attraverso quella Porta.
Mi dica, per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Mi sembra talmente ovvio, ho fatto la storia!
-Ma va? E cosa intende con "ho fatto la storia"?
-Sono stato un grande condottiero, ho portato la mia Nazione a dominare in Europa. E pensare che quando studiavo alla Scuola Reale tutti mi prendevano in giro per il mio accento... Hanno dovuto ricredersi tutti...
-Più grande condottiero eh?
-Sì il migliore!
-Scusi ma la flotta affondata al largo delle coste egiziane dall'Ammiraglio Nelson, chi la comandava?
-Sì vabbè la flotta era la mia ma non la guidavo in prima persona...
- E la campagna di Siria? Non mi trovi altre scuse.
- Quel governatore d'Acrì che sia maledetto...
- Bene le ho già citato due fallimenti, devo continuare?
- Non ho mai fallito io! Perchè non cita i miei successi? Sono numerosissimi. Imperatore di Francia, Re d'Italia...
- Dunque, dunque...Ah sì, lei è diventato Imperatore di Francia, Re d'Italia, nazione che ancora non esisteva...
- [perplesso]Ho sconfitto i piemontesi, ho costretto gli austriaci a rintanarsi a Vienna e a firmare la tregua
a mio favore.
- Mi dice come ha fatto a proclamarsi Re d'Italia il 26 Maggio 1805, quando l'Italia nacque nel 1861!?
Tra le sue doti strategiche c'è anche quella di viaggiare nel tempo?
- Come non esisteva l'Italia!?
- Eh no, si è incoronato monarca di un Paese che sarebbe nato solo 60 anni più tardi.
- Ah... In effetti è curioso... Ma l'Italia non arrivava fino a Roma? Perchè fino a lì era tutto mio...
- Mi creda, 200 anni dopo di lei in molti vorrebbero che l'Italia finisse già molto prima di Roma.
- Ahh, è tornato l'Impero Francese?
- No, per fortuna no, ma lasciamo perdere. Lo sa che ha proprio un accento strano?
- Anche lei ci si mette? Da ragazzino mi tormentavano per come parlavo. Molti si sono ritrovati senza testa, così imparano.
- La smetta, guardi che peggiora la situazione con questi commentini.
Piuttosto, lei è basso, dire che parla in modo buffo è un eufemismo, non è proprio bellissimo...
- Ma scherza? Ero attorniato da donne stupende che mi desideravano...
- Desideravano lei o il suo potere? E poi con l'igiene che c'era ai suoi tempi non mi vanterei tanto delle sue conquiste.
Cos'è quel sorrisetto?
- Sto pensando a certi momenti con Giuseppina. Deve sapere che alcune notti...
- Non mi racconti i particolari per cortesia, è da poco che ho mangiato... Dicevo che l'avrei immaginata un bel fusto,
intrigante d'aspetto e non un nanerottolo anche un po' tarchiatello a dir la verità...
- Ehh il potere e le vittorie alla lunga logorano...
- Sì ma vedo che non fanno passare l'appetito.
Mi tolga un'altra curiosità... Da quando è entrato che si tiene la mano destra al petto. Sta nascondendo qualcosa?
- Nooo, niente
- Dai su, faccia vedere, cosa tiene dentro il taschino... Un pettine!? Ma se ha pochi capelli, cosa se ne fa!?
- Ehh ma noi personaggi di un certo livello dobbiamo avere cura del nostro aspetto. Non le piace il mio ciuffo?
- Guardi, le risparmio i commenti visto che siamo nel luogo Santo per Eccellenza.
Comunque non perdiamo altro tempo...
- Ma qui il tempo mica esiste...
- Continui ad interrompere e la spedisco a pulire le scale del Purgatorio. E comunque mica posso rimanere qui in eterno, le vacanze le faccio pure io
cosa crede...
- Saint Tropez?
- Secondo lei, mi trovo in Paradiso, sono il braccio destro del Figlio di Dio, potrei avere tutto e dovrei andare in vacanza a Saint Tropez? Suvvia...
- Non posso darle torto...
- Ma da ragazzo non le hanno insegnato la geografia? O qualcuno le ha mai detto niente in merito?
- Lo dice a me, io conoscevo benissimo la geografia dell'Europa, conoscevo benissimo i confini del mio Impero che si espandeva a macchia d'olio.
- Ecco fenomeno, visto che era tanto sapiente, mi spiega come mai la Campagna di Russia l'ha fatta in autunno inoltrato con l'inverno alle porte,
sapendo quanto la temperatura possa scendere sotto lo 0?
-...
- Non mi dica che non ci aveva pensato...
- Non pensavo facesse così freddo.
- Beh ma i russi sono stati gentili, hanno pensato a come scaldarvi [risatina]
- Sì diverta pure, ma questi vigliacchi si erano ritirati, non si fa così. L'avversario si affronta, non s'inganna.
- Non se la prenda, è inutile recriminare ormai è andata.
Però ammetto che è stato precursore dei tempi, voleva l'Europa Unita, 200 anni dopo l'hanno realizzata.
- E' tornato l'Impero Francese!
- La smetta, NO! C'è una comunità a cui partecipano gli stati economicamente più stabili...
- Ah, ci sarà stato sicuramente qualche generale capace...
- Nessuna guerra, tutto a livello diplomatico e possiamo dire civile.
- Niente guerre o spargimenti di sangue. Ma si sono rammolliti tutti?
- I tempi cambieranno mio caro, mica è come ai suoi che facevate la guerra con i soldatini. Avevate fucili che 2 volte su 3 scoppiavano in mano...
- Ma avevamo delle grandi strategie!!! A Marengo contro gli austriaci mi davano per spacciato, ero solo contro tutti e li ho sbaragliati tutti io!!!
- Ma se deve ringraziare l'intervento del Generale Desaix, lei era già pronto alla ritirata.
- Ma Desaix era alle mie dipendenze...
- Sarà, ma sul campo lei stava perdendo.
- Austerlitz. Pietro neanche lei avrebbe vinto, lo ammetta... Dia a Cesare quel che è di Cesare...
- Intanto non si appropri di frasi altrui, anche perchè quello che l'ha pronunciata lo conosco abbastanza bene. Sì devo farle i complimenti, lei ha vinto
alla grande. Però non ha mai imparato l'inglese...
-[paonazzo] Gli inglesi!!! Stolti!!! Non sono mai stati in grado di affrontare una guerra se non per nave. Non hanno mai attaccato, si sono sempre difesi,
grazie non confinano con nessuno, se non con quegli ubriaconi di irlandesi! Comunque, la battaglia nei mari inglesi l'aveva persa Villeneuve. Quindi cancelli pure nel mio Curriculum la voce Trafalgar...
- Scusi lei non era Imperatore blablabla? Quindi le decisioni le prendeva lei.
- Si ma io in quella battaglia non c'ero. Stavo espandendo i confini via terra... Ahh, Austerlitz!!! Il mio capolavoro!!! Mi commuovo ancora al pensiero.
Austriaci e russi quel giorno capirono chi ero!!!
- Va bene, si lodi pure. Tanto alla fine ha perso. Poteva accontentarsi di quello che aveva conquistato e invece...
- Dovevo andare avanti ormai. Alea acta est...
- Senta anche quella frase non è sua, non si pavoneggi. Alla fine le battaglie decisive le perse tutte.
- Avevo contro tutta l'Europa dannazione. E poi mi scusi, ma se avevo dei generali idioti è colpa mia? Quel Grouchy, spero di ribeccarlo dopo che due paroline gliele
devo dire. Una cosa doveva fare, sconfiggere quei birraioli di prussiani e cosa fa quell'imbelle? Fa fuori solo la retroguardia. Vatti a fidare di questa gentaglia
di città. E per inciso Wellington era un'idiota. Non avrebbe saputo nemmeno addestrare un cane, figurarsi un esercito.
- Però a Bruxelles la stanno ancora aspettando per cena [risata sarcastica]
- Continui a infierire ma se i prussiani fossero stati annientati come da me pensato a quest'ora le assicuro che non parlerebbe così.
Avrei dovuto fare tutto da solo, me lo sono ripetuto per il resto della vita.
- Quindi se fosse stato un genio non avrebbe fatto tutti questi errori, e soprattutto non l'avrebbero lasciata morire solo come un cane...
- Come si permette!? Le devo ricordare con chi sta parlando?
- Le devo ricordare per chi sto parlando io?
Dai su torni a sedersi, anche se non c'è molta differenza a dire il vero.. Dove sta andando?
Forse non ha capito che non c'è alcun alternativa migliore a questa Porta. Bravo, vedo che sa anche obbedire, pensavo se ne fosse dimenticato.
Dai dai non faccia l'offeso. Senta mi ha convinto può entrare, però eviti di fare il bulletto che qui non le crede nessuno.
- Però voglio anche il mio cavallo...
- Qui?
- Si senza il mio cavallo non mi muovo!!! Il mio regno per un cavallo!
- Senta, primo: anche questa frase non è sua; secondo: si calmi;terzo: guardi che il suo cavallo è entrato da un bel pezzo.
- Ma come!? Il cavallo è già dentro e io no?
- Scusi ma che colpe ha il suo cavallo? E ora vada prima che cambi idea, forza entri...E non si dimentichi il cappello, quella pettinatura è meglio se la nasconde
- Allons enfants de la Patrie...
- [battendosi la mano sulla fronte] Ahh, incorreggibile...Il prossimo!
Noto una certa spavalderia nel portamento, sempre fedele alla sua fama... Però la facevo più alto.
- Sua Santità Eminentiss...
-Mi chiami pure Pietro, facciamo prima. Un attimo solo...Devo controllare...[perplessità]
Lei da seduto, con i piedi, non riesce a toccare terra. E a cavallo come faceva?
-[ghigno] Beh ma il cavallo mica dovevo spingerlo con i piedi. Bastava essere bravi a governarlo.
-Faccia meno lo spiritoso, le faccio notare che questo colloquio le permette di entrare attraverso quella Porta.
Mi dica, per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Mi sembra talmente ovvio, ho fatto la storia!
-Ma va? E cosa intende con "ho fatto la storia"?
-Sono stato un grande condottiero, ho portato la mia Nazione a dominare in Europa. E pensare che quando studiavo alla Scuola Reale tutti mi prendevano in giro per il mio accento... Hanno dovuto ricredersi tutti...
-Più grande condottiero eh?
-Sì il migliore!
-Scusi ma la flotta affondata al largo delle coste egiziane dall'Ammiraglio Nelson, chi la comandava?
-Sì vabbè la flotta era la mia ma non la guidavo in prima persona...
- E la campagna di Siria? Non mi trovi altre scuse.
- Quel governatore d'Acrì che sia maledetto...
- Bene le ho già citato due fallimenti, devo continuare?
- Non ho mai fallito io! Perchè non cita i miei successi? Sono numerosissimi. Imperatore di Francia, Re d'Italia...
- Dunque, dunque...Ah sì, lei è diventato Imperatore di Francia, Re d'Italia, nazione che ancora non esisteva...
- [perplesso]Ho sconfitto i piemontesi, ho costretto gli austriaci a rintanarsi a Vienna e a firmare la tregua
a mio favore.
- Mi dice come ha fatto a proclamarsi Re d'Italia il 26 Maggio 1805, quando l'Italia nacque nel 1861!?
Tra le sue doti strategiche c'è anche quella di viaggiare nel tempo?
- Come non esisteva l'Italia!?
- Eh no, si è incoronato monarca di un Paese che sarebbe nato solo 60 anni più tardi.
- Ah... In effetti è curioso... Ma l'Italia non arrivava fino a Roma? Perchè fino a lì era tutto mio...
- Mi creda, 200 anni dopo di lei in molti vorrebbero che l'Italia finisse già molto prima di Roma.
- Ahh, è tornato l'Impero Francese?
- No, per fortuna no, ma lasciamo perdere. Lo sa che ha proprio un accento strano?
- Anche lei ci si mette? Da ragazzino mi tormentavano per come parlavo. Molti si sono ritrovati senza testa, così imparano.
- La smetta, guardi che peggiora la situazione con questi commentini.
Piuttosto, lei è basso, dire che parla in modo buffo è un eufemismo, non è proprio bellissimo...
- Ma scherza? Ero attorniato da donne stupende che mi desideravano...
- Desideravano lei o il suo potere? E poi con l'igiene che c'era ai suoi tempi non mi vanterei tanto delle sue conquiste.
Cos'è quel sorrisetto?
- Sto pensando a certi momenti con Giuseppina. Deve sapere che alcune notti...
- Non mi racconti i particolari per cortesia, è da poco che ho mangiato... Dicevo che l'avrei immaginata un bel fusto,
intrigante d'aspetto e non un nanerottolo anche un po' tarchiatello a dir la verità...
- Ehh il potere e le vittorie alla lunga logorano...
- Sì ma vedo che non fanno passare l'appetito.
Mi tolga un'altra curiosità... Da quando è entrato che si tiene la mano destra al petto. Sta nascondendo qualcosa?
- Nooo, niente
- Dai su, faccia vedere, cosa tiene dentro il taschino... Un pettine!? Ma se ha pochi capelli, cosa se ne fa!?
- Ehh ma noi personaggi di un certo livello dobbiamo avere cura del nostro aspetto. Non le piace il mio ciuffo?
- Guardi, le risparmio i commenti visto che siamo nel luogo Santo per Eccellenza.
Comunque non perdiamo altro tempo...
- Ma qui il tempo mica esiste...
- Continui ad interrompere e la spedisco a pulire le scale del Purgatorio. E comunque mica posso rimanere qui in eterno, le vacanze le faccio pure io
cosa crede...
- Saint Tropez?
- Secondo lei, mi trovo in Paradiso, sono il braccio destro del Figlio di Dio, potrei avere tutto e dovrei andare in vacanza a Saint Tropez? Suvvia...
- Non posso darle torto...
- Ma da ragazzo non le hanno insegnato la geografia? O qualcuno le ha mai detto niente in merito?
- Lo dice a me, io conoscevo benissimo la geografia dell'Europa, conoscevo benissimo i confini del mio Impero che si espandeva a macchia d'olio.
- Ecco fenomeno, visto che era tanto sapiente, mi spiega come mai la Campagna di Russia l'ha fatta in autunno inoltrato con l'inverno alle porte,
sapendo quanto la temperatura possa scendere sotto lo 0?
-...
- Non mi dica che non ci aveva pensato...
- Non pensavo facesse così freddo.
- Beh ma i russi sono stati gentili, hanno pensato a come scaldarvi [risatina]
- Sì diverta pure, ma questi vigliacchi si erano ritirati, non si fa così. L'avversario si affronta, non s'inganna.
- Non se la prenda, è inutile recriminare ormai è andata.
Però ammetto che è stato precursore dei tempi, voleva l'Europa Unita, 200 anni dopo l'hanno realizzata.
- E' tornato l'Impero Francese!
- La smetta, NO! C'è una comunità a cui partecipano gli stati economicamente più stabili...
- Ah, ci sarà stato sicuramente qualche generale capace...
- Nessuna guerra, tutto a livello diplomatico e possiamo dire civile.
- Niente guerre o spargimenti di sangue. Ma si sono rammolliti tutti?
- I tempi cambieranno mio caro, mica è come ai suoi che facevate la guerra con i soldatini. Avevate fucili che 2 volte su 3 scoppiavano in mano...
- Ma avevamo delle grandi strategie!!! A Marengo contro gli austriaci mi davano per spacciato, ero solo contro tutti e li ho sbaragliati tutti io!!!
- Ma se deve ringraziare l'intervento del Generale Desaix, lei era già pronto alla ritirata.
- Ma Desaix era alle mie dipendenze...
- Sarà, ma sul campo lei stava perdendo.
- Austerlitz. Pietro neanche lei avrebbe vinto, lo ammetta... Dia a Cesare quel che è di Cesare...
- Intanto non si appropri di frasi altrui, anche perchè quello che l'ha pronunciata lo conosco abbastanza bene. Sì devo farle i complimenti, lei ha vinto
alla grande. Però non ha mai imparato l'inglese...
-[paonazzo] Gli inglesi!!! Stolti!!! Non sono mai stati in grado di affrontare una guerra se non per nave. Non hanno mai attaccato, si sono sempre difesi,
grazie non confinano con nessuno, se non con quegli ubriaconi di irlandesi! Comunque, la battaglia nei mari inglesi l'aveva persa Villeneuve. Quindi cancelli pure nel mio Curriculum la voce Trafalgar...
- Scusi lei non era Imperatore blablabla? Quindi le decisioni le prendeva lei.
- Si ma io in quella battaglia non c'ero. Stavo espandendo i confini via terra... Ahh, Austerlitz!!! Il mio capolavoro!!! Mi commuovo ancora al pensiero.
Austriaci e russi quel giorno capirono chi ero!!!
- Va bene, si lodi pure. Tanto alla fine ha perso. Poteva accontentarsi di quello che aveva conquistato e invece...
- Dovevo andare avanti ormai. Alea acta est...
- Senta anche quella frase non è sua, non si pavoneggi. Alla fine le battaglie decisive le perse tutte.
- Avevo contro tutta l'Europa dannazione. E poi mi scusi, ma se avevo dei generali idioti è colpa mia? Quel Grouchy, spero di ribeccarlo dopo che due paroline gliele
devo dire. Una cosa doveva fare, sconfiggere quei birraioli di prussiani e cosa fa quell'imbelle? Fa fuori solo la retroguardia. Vatti a fidare di questa gentaglia
di città. E per inciso Wellington era un'idiota. Non avrebbe saputo nemmeno addestrare un cane, figurarsi un esercito.
- Però a Bruxelles la stanno ancora aspettando per cena [risata sarcastica]
- Continui a infierire ma se i prussiani fossero stati annientati come da me pensato a quest'ora le assicuro che non parlerebbe così.
Avrei dovuto fare tutto da solo, me lo sono ripetuto per il resto della vita.
- Quindi se fosse stato un genio non avrebbe fatto tutti questi errori, e soprattutto non l'avrebbero lasciata morire solo come un cane...
- Come si permette!? Le devo ricordare con chi sta parlando?
- Le devo ricordare per chi sto parlando io?
Dai su torni a sedersi, anche se non c'è molta differenza a dire il vero.. Dove sta andando?
Forse non ha capito che non c'è alcun alternativa migliore a questa Porta. Bravo, vedo che sa anche obbedire, pensavo se ne fosse dimenticato.
Dai dai non faccia l'offeso. Senta mi ha convinto può entrare, però eviti di fare il bulletto che qui non le crede nessuno.
- Però voglio anche il mio cavallo...
- Qui?
- Si senza il mio cavallo non mi muovo!!! Il mio regno per un cavallo!
- Senta, primo: anche questa frase non è sua; secondo: si calmi;terzo: guardi che il suo cavallo è entrato da un bel pezzo.
- Ma come!? Il cavallo è già dentro e io no?
- Scusi ma che colpe ha il suo cavallo? E ora vada prima che cambi idea, forza entri...E non si dimentichi il cappello, quella pettinatura è meglio se la nasconde
- Allons enfants de la Patrie...
- [battendosi la mano sulla fronte] Ahh, incorreggibile...Il prossimo!
lunedì 4 ottobre 2010
Intensità
- Ti rendi conto? E' l'occasione della nostra vita.
- Già, sarebbe un grande colpo.
- Credimi, rimarremo nella storia. Faremo notizia. La gente parlerà di noi...
- Stai calmo che non è detto che andrà come pensiamo.
- Sii ottimista, cavolo! La fortuna aiuta sempre le azioni virtuose e la ricompensa arriva sempre...
- Fai anche il filosofo adesso?
- L'ho letta da qualche parte, però è vero.
- E noi cosa faremmo di così virtuoso?
- Beh quello che abbiamo fatto finora non è da poco...
- Sì, ma non servirà a nulla se non ottieniamo il risultato finale.
- Allora è per questo che dobbiamo essere fiduciosi. Ti immagini fra non molto potremmo essere famosi. Ci chiameranno in televisione. Saremo sui giornali! Se penso da dove sono partito.
- Dai adesso fai silenzio e concentriamoci che il momento è decisivo. Mamma mia che tensione...
- Ti dispiace se ti abbraccio? Abbiamo combattuto mille battaglie insieme...
Portò il suo braccio attorno alle spalle dell'amico. Si voltò e vide gli sguardi tesi e speranzosi dei suoi compagni. Mancava poco, ancora un poco e ce l'avrebbero fatta...
Il numero 10 dopo una breve rincorsa tirò... E realizzò il rigore decisivo... Una squadra dilettante di provincia vinse la Coppa Nazionale. Nessuno di loro era professionista ma nell'animo si sentirono invincibili.
- Già, sarebbe un grande colpo.
- Credimi, rimarremo nella storia. Faremo notizia. La gente parlerà di noi...
- Stai calmo che non è detto che andrà come pensiamo.
- Sii ottimista, cavolo! La fortuna aiuta sempre le azioni virtuose e la ricompensa arriva sempre...
- Fai anche il filosofo adesso?
- L'ho letta da qualche parte, però è vero.
- E noi cosa faremmo di così virtuoso?
- Beh quello che abbiamo fatto finora non è da poco...
- Sì, ma non servirà a nulla se non ottieniamo il risultato finale.
- Allora è per questo che dobbiamo essere fiduciosi. Ti immagini fra non molto potremmo essere famosi. Ci chiameranno in televisione. Saremo sui giornali! Se penso da dove sono partito.
- Dai adesso fai silenzio e concentriamoci che il momento è decisivo. Mamma mia che tensione...
- Ti dispiace se ti abbraccio? Abbiamo combattuto mille battaglie insieme...
Portò il suo braccio attorno alle spalle dell'amico. Si voltò e vide gli sguardi tesi e speranzosi dei suoi compagni. Mancava poco, ancora un poco e ce l'avrebbero fatta...
Il numero 10 dopo una breve rincorsa tirò... E realizzò il rigore decisivo... Una squadra dilettante di provincia vinse la Coppa Nazionale. Nessuno di loro era professionista ma nell'animo si sentirono invincibili.
Groucho
All'infuori del cane il libro è il migliore amico dell'uomo. Dentro il cane è troppo scuro per leggere.
domenica 3 ottobre 2010
Intensità
- Guarda gurda chi sta arrivando...Però che cosce toniche, belle tornite. E' la parte che guardo subito.
E che mi piace di più. Ehh niente da dire. Straordinaria. La natura è proprio strana. Nascono delle creature bellissime e poi dei bruti come me...
Però che ci posso fare, devo seguire il mio istinto.
Sfamare i miei appetiti. Sono crudele ma non posso fare altrimenti.
Bene, sono pronto, adesso vado e...
Ehi!!! E quella?
Ha una figlia! E adesso che faccio? Mica posso adesso... davanti a quegli occhi...l'innocenza... Non posso...Così no.
Con la superbia messa da parte, il vecchio leone si allontana rassegnato. La coscienza gli dice di aver fatto la scelta giusta.
Si gira un'ultima volta. Il quadretto familiare di mamma gazzella e la sua piccola sulla riva del fiume lo rasserena ancora una volta.
E che mi piace di più. Ehh niente da dire. Straordinaria. La natura è proprio strana. Nascono delle creature bellissime e poi dei bruti come me...
Però che ci posso fare, devo seguire il mio istinto.
Sfamare i miei appetiti. Sono crudele ma non posso fare altrimenti.
Bene, sono pronto, adesso vado e...
Ehi!!! E quella?
Ha una figlia! E adesso che faccio? Mica posso adesso... davanti a quegli occhi...l'innocenza... Non posso...Così no.
Con la superbia messa da parte, il vecchio leone si allontana rassegnato. La coscienza gli dice di aver fatto la scelta giusta.
Si gira un'ultima volta. Il quadretto familiare di mamma gazzella e la sua piccola sulla riva del fiume lo rasserena ancora una volta.
venerdì 1 ottobre 2010
Intensità
- Pazzesco, 12 morti... In poco più di un anno...
- Cosa? Ma sei sicuro?
- Certo, le indagini parlano chiaro. Si appostava nella zona tra la stazione ferroviaria e il deposito degli autobus.
Di solito le vittime erano donne, anzi ragazze, perchè avevano tutte tra i 19 e i 25 anni...
- Cristo, povere creature...
- Un pazzo. Perversione sessuale. I volti venivano ritrovati sfigurati... Non aveva alcuna pietà...
- Non esiste alcuna ragione che possa giustificare tutto questo!
- E poi se pensi il destino è strano. Non lo avrebbero mai incastrato.Nessuna prova e nessun testimone, e invece...
Ehhh, morte beffarda. Investito da un pirata della strada mentre stava andandosene dall'ennesimo omicidio...
- Meglio così va, non provo alcuna compassione. Anzi, avrebbe dovuto soffrire di più.
Ore 17. Le campane risuonano.
- Aldo, dai, al mio tre, finiamo sto lavoro e ce ne torniamo a casa.
- Ok, vai ci sono.
La bara in acciaio viene riposta nel loculo comune, senza nome...
- Cosa? Ma sei sicuro?
- Certo, le indagini parlano chiaro. Si appostava nella zona tra la stazione ferroviaria e il deposito degli autobus.
Di solito le vittime erano donne, anzi ragazze, perchè avevano tutte tra i 19 e i 25 anni...
- Cristo, povere creature...
- Un pazzo. Perversione sessuale. I volti venivano ritrovati sfigurati... Non aveva alcuna pietà...
- Non esiste alcuna ragione che possa giustificare tutto questo!
- E poi se pensi il destino è strano. Non lo avrebbero mai incastrato.Nessuna prova e nessun testimone, e invece...
Ehhh, morte beffarda. Investito da un pirata della strada mentre stava andandosene dall'ennesimo omicidio...
- Meglio così va, non provo alcuna compassione. Anzi, avrebbe dovuto soffrire di più.
Ore 17. Le campane risuonano.
- Aldo, dai, al mio tre, finiamo sto lavoro e ce ne torniamo a casa.
- Ok, vai ci sono.
La bara in acciaio viene riposta nel loculo comune, senza nome...
Intensità
Mamma, ti piacciono questi fiori? Sono i gigli che a te piacciono tanto. Stavo tornando a casa e mi sono fermata a comprarli.
Oggi in ufficio ero parecchio indaffarata, sembra che debba fare tutto io. Non c'è un attimo di respiro. Però questo lavoro mi regala tante soddisfazioni.
Avevi ragione tu. Dovevo seguire il mio cuore. Probabilmente avrei fatto Medicina solo per dimostrare qualcosa a me stessa o a chissà chi. Invece scrivere le storie di attualità mi rende importante. E poi sono diventata responsabile della sezione del giornale che riguarda la politica.Sono felice, sono
convinta che la mia carriera avrà un futuro roseo. E questo grazie a te. Mi hai sempre sostenuto. Hai ascoltato i miei sfoghi. Hai compreso le mie sofferenze, i miei pianti e le mie frustrazioni. Mi hai ripreso quando serviva e abbracciato quando ne sentivo il bisogno. Ti sentivo vicina anche se centinaia di chilometri
ci dividevano. E ora sono qui con la piccola Cecilia. La devi vedere ha i tuoi stessi occhi. Sta imparando a camminare. Non sta mai ferma.
Vivace e molto sveglia. Peccato davvero che non possa avere al suo fianco durante la crescita una nonna come te. A volte la sua educazione mi sembra un ostacolo insormontabile. Quante volte ho avuto e avrò bisogno dei tuoi consigli. Mamma, ora devo andare. Devo preparare le pappe per la bimba.
Grazie per avermi ascoltato, come hai sempre fatto...
Anna prese un giglio, lo annusò, chiuse gli occhi e sospirò. Una lacrima rigò la sua guancia. Aprì gli occhi e vide il sorriso della piccola. E la strinse forte.
Poi posò il fiore sul marmo e se ne andarono.
Su quel marmo c'era una foto che ritraeva una donna ancora giovanile nell'aspetto. Lo sguardo penetrante, una volta pieno di vita. Poco sotto si potevano leggere le iniziali del nome. Cecilia...
Oggi in ufficio ero parecchio indaffarata, sembra che debba fare tutto io. Non c'è un attimo di respiro. Però questo lavoro mi regala tante soddisfazioni.
Avevi ragione tu. Dovevo seguire il mio cuore. Probabilmente avrei fatto Medicina solo per dimostrare qualcosa a me stessa o a chissà chi. Invece scrivere le storie di attualità mi rende importante. E poi sono diventata responsabile della sezione del giornale che riguarda la politica.Sono felice, sono
convinta che la mia carriera avrà un futuro roseo. E questo grazie a te. Mi hai sempre sostenuto. Hai ascoltato i miei sfoghi. Hai compreso le mie sofferenze, i miei pianti e le mie frustrazioni. Mi hai ripreso quando serviva e abbracciato quando ne sentivo il bisogno. Ti sentivo vicina anche se centinaia di chilometri
ci dividevano. E ora sono qui con la piccola Cecilia. La devi vedere ha i tuoi stessi occhi. Sta imparando a camminare. Non sta mai ferma.
Vivace e molto sveglia. Peccato davvero che non possa avere al suo fianco durante la crescita una nonna come te. A volte la sua educazione mi sembra un ostacolo insormontabile. Quante volte ho avuto e avrò bisogno dei tuoi consigli. Mamma, ora devo andare. Devo preparare le pappe per la bimba.
Grazie per avermi ascoltato, come hai sempre fatto...
Anna prese un giglio, lo annusò, chiuse gli occhi e sospirò. Una lacrima rigò la sua guancia. Aprì gli occhi e vide il sorriso della piccola. E la strinse forte.
Poi posò il fiore sul marmo e se ne andarono.
Su quel marmo c'era una foto che ritraeva una donna ancora giovanile nell'aspetto. Lo sguardo penetrante, una volta pieno di vita. Poco sotto si potevano leggere le iniziali del nome. Cecilia...
lunedì 27 settembre 2010
L'aforisma quotidiano
Un uomo in grado di pensare non è sconfitto anche quando lo è sul serio.
Milan Kundera
Milan Kundera
lunedì 20 settembre 2010
Groucho
La commedia non mi è piaciuta, però l'ho vista in condizioni sfavorevoli: il sipario era alzato.
L'aforisma quotidiano
Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza.
Arthur Block
Arthur Block
venerdì 17 settembre 2010
giovedì 16 settembre 2010
De Ignorantia
Ma chi erano poi sti Gordon?
Il Duca Gordon è esistito e risaliva al clan scozzese Gordon.
Il capostipite di cui si hanno notizie è il buon Riccardo, Barone di Gordon tra il 1150 e il 1160.
Successivamente i Gordon ottennero la Contea di Atholl. Grazie all'amicizia di Adamo col futuro Re di Scozia Robert Bruce.
Per far capire che non era una famiglia qualsiasi nel 1424 il Conte Giorgio sposò la Principessa Giovanna Stewart, figlia pensa un po' del Re Giacomo I di Scozia.
Nel 1449 Alexander Gordon divenne Conte di Huntly. Quindi ben due contee per la famiglia Gordon.
Come se non bastasse George Gordon nel 1599 ottenne il titolo di Marchese di Huntly per volere proprio del Re Giacomo VI di Scozia.
E finalmente nel 1684 George Gordon IV divenne Duca. Esattamente 300 anni prima della mia nascita. Non male, non male.
I Gordon rimasero cattolici anche dopo la riforma protestante sostenendo la Regina Maria I di Scozia.
Un applauso per i Gordon!!!
Il Duca Gordon è esistito e risaliva al clan scozzese Gordon.
Il capostipite di cui si hanno notizie è il buon Riccardo, Barone di Gordon tra il 1150 e il 1160.
Successivamente i Gordon ottennero la Contea di Atholl. Grazie all'amicizia di Adamo col futuro Re di Scozia Robert Bruce.
Per far capire che non era una famiglia qualsiasi nel 1424 il Conte Giorgio sposò la Principessa Giovanna Stewart, figlia pensa un po' del Re Giacomo I di Scozia.
Nel 1449 Alexander Gordon divenne Conte di Huntly. Quindi ben due contee per la famiglia Gordon.
Come se non bastasse George Gordon nel 1599 ottenne il titolo di Marchese di Huntly per volere proprio del Re Giacomo VI di Scozia.
E finalmente nel 1684 George Gordon IV divenne Duca. Esattamente 300 anni prima della mia nascita. Non male, non male.
I Gordon rimasero cattolici anche dopo la riforma protestante sostenendo la Regina Maria I di Scozia.
Un applauso per i Gordon!!!
W.C.
Winston Churchill “Vorrei dare questo consiglio ai genitori, specie ai genitori ricchi: non date dei soldi a vostro figlio, dategli dei cavalli. Nessuno si è mai messo nei guai (salvo qualche guaio onorevole) stando in sella. UN’ORA SPESA IN SELLA NON E’ MAI SCIUPATA. Molti giovani si sono rovinati coi cavalli, ma sempre perché li facevano correre o ci scommettevano sopra, non perché li montavano. Tutt’al più qualcuno ci si è rotto il collo; ma morire al galoppo non è una brutta morte”.
Winston Churchill
Winston Churchill
Groucho
Dici che ti amo solo perché hai un milione di dollari? E’ un’infamia! T’amerei anche se di milioni di dollari ne avessi due!
Poesia
Da domani sarò triste, da domani.
Ma oggi sarò contento:
a che serve essere triste, a che serve?
Perchè soffia un vento cattivo?
Perchè dovrei dolermi, oggi, del domani?
Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.
Forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarò triste, da domani.
Ma oggi, oggi sarò contento.
E ad ogni giorno dirò:
Da domani sarò triste.
Oggi NO.
(Poesia di un ragazzo trovata in un ghetto nel 1941)
Ma oggi sarò contento:
a che serve essere triste, a che serve?
Perchè soffia un vento cattivo?
Perchè dovrei dolermi, oggi, del domani?
Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.
Forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarò triste, da domani.
Ma oggi, oggi sarò contento.
E ad ogni giorno dirò:
Da domani sarò triste.
Oggi NO.
(Poesia di un ragazzo trovata in un ghetto nel 1941)
giovedì 9 settembre 2010
W.C.
Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.
L'aforisma quotidiano
Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro.
Groucho Marx
mercoledì 8 settembre 2010
De Ignorantia
Padre delle teorie sul mercato libero? Sì ci sono, Adam Smith. Bene fin qui ci sono. Possiamo approfondirne il pensiero? Ehm... Vediamo... Sì dai non era fissato sulla simpatia o giù di lì? Come sosteneva Hume, le valutazioni di ordine morale dipendono dal sentimento. Cioè? Tramite la simpatia ognuno di noi può partecipare a ciò che prova l'altro, immedesimandosi nelle sue azioni. Ah...Perfetto ora è tutto chiaro.
Ma com'è che si passa dalla simpatia alle teorie sul mercato libero? Posso fare un passo alla volta? Secondo Smith il sentimento della simpatia è il principio fondamentale della vita morale: gli uomini, per natura, sono portati a valutare positivamente le azioni che conducono alla socievolezza reciproca, negativamente quelle che non lo fanno. E' come se in ognuno di noi ci fosse uno spettatore imparziale che valuta le nostre azioni con gli occhi degli altri, valutando se sono accettabili dal punto di vista morale. In parole povere? Nel continuo conflitto tra impulsi sociali e quelli egoistici, la simpatia crea una sorta di armonia. Quindi la felicità di ognuno è possibile soltanto attraverso la realizzazione del bene degli altri. Questo concetto in ambito economico, con le dovute modifiche è valido comunque. Il miglioramente della condizione di ognuno porta al benessere generale. Per quanto un individuo ritenga di perseguire i propri interessi, in modo egoistico, la cosiddetta "mano invisibile" lo porta a raggiungere traguardi che non si era prefissato. Il benessere di ognuno porta al benessere generale. Ed il benessere si fonda sul lavoro, da cui si ricava anche il valore della merce. Ovvero quanto lavoro occorre per produrre una determinata cosa?
Perseguendo il proprio interesse, l'individuo stesso promuove quello della società in modo più efficace di quanto realmente intenda promuoverlo.
"Quello che può essere considerato un vizio nel campo privato , ossia il fare i propri interessi , diventa una virtù nel campo pubblico ."
Hai capito? Mmm, sì, sì anche se mi sono addormentato a metà...
W.C.
Winston Churchill
I risparmi sono una cosa molto buona soprattutto se i tuoi genitori li hanno fatti per te.
I risparmi sono una cosa molto buona soprattutto se i tuoi genitori li hanno fatti per te.
martedì 7 settembre 2010
Filosofeggiando
La curiosità è alla base della conoscenza e non c'è ignorante peggiore di colui che pensa di non esserlo.
L'aforisma quotidiano
Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti. (virtù degli uomini antichi)
Bernardo di Chartres
De Ignorantia
Le domande più banali sono le più infide. Basta un niente per smascherare le nostre lacune. Eh sì per esempio, chi non conosce Peter Pan. La storia bene o male l'hanno letta tutti. O almeno il film bene o male l'hanno visto tutti. Insomma la maggior parte delle persone bene o male conosce la storia dell'eterno fanciullo. Ma quanti si ricordano l'autore della fiaba? ...
Io ho già alzato la mano, e la posso anche riabassare. In effetti di fronte a questi dilemmi si potrebbe non dormire. O si comincia a torturare il cervello in cerca di una risposta.
L'autore è il buon James Matthew Barrie, spero che non me ne vorrà.
E l'ho scoperto grazie ad un commento in questo blog. Ecco la sua utilità.
Io ho già alzato la mano, e la posso anche riabassare. In effetti di fronte a questi dilemmi si potrebbe non dormire. O si comincia a torturare il cervello in cerca di una risposta.
L'autore è il buon James Matthew Barrie, spero che non me ne vorrà.
E l'ho scoperto grazie ad un commento in questo blog. Ecco la sua utilità.
Wilde
"Anche nella vita reale l'egocentrismo ha delle attrattive. Quando qualcuno ci parla di sè, è quasi sempre interessante e se, nel momento in cui diventa noioso, fosse possibile zittirlo chiudendogli la bocca con la stessa facilità con cui si chiude un libro che ci ha stancati, avremmo l'assoluta perfezione."
W.C.
Winston Churchill nel 1945 ospitò a pranzo il Re Saudita Ibn Sa'ud.
"Mi venne detto che né il fumo né le bevande alcooliche erano permesse in Reale Presenza. Siccome ero il "padrone di casa" al pranzo, sollevai il problema e dissi all'interprete che se la religione di Sua Maestà prevedeva il privarsi di fumo ed alcool, io dovevo per forza puntualizzare che la mia regola di vita, prescriveva come un rito assolutamente sacro il fumare sigari e il bere alcool, prima, dopo e se fosse necessario durante tutti i pasti e negl'intervalli fra loro. Il Re gentilmente accettò".
"Mi venne detto che né il fumo né le bevande alcooliche erano permesse in Reale Presenza. Siccome ero il "padrone di casa" al pranzo, sollevai il problema e dissi all'interprete che se la religione di Sua Maestà prevedeva il privarsi di fumo ed alcool, io dovevo per forza puntualizzare che la mia regola di vita, prescriveva come un rito assolutamente sacro il fumare sigari e il bere alcool, prima, dopo e se fosse necessario durante tutti i pasti e negl'intervalli fra loro. Il Re gentilmente accettò".
lunedì 6 settembre 2010
Les enfants d'Izieu
Ci sono delle storie che sembrano essere uscite dalle penne di scrittori di thriller, horror e di generi simili. Quando vengono lette si possono provare diverse emozioni, anche spavento e paura. Però ad un certo punto il libro si chiude, ci si guarda attorno, si percepiscono calma e tranquillità e si tira un sospiro di sollievo. La suggestione fa brutti scherzi, si pensa che certe cose orribili nella propria vita non accadranno mai. Si pensa di essere esenti da ogni sofferenza e da ogni paura. Il mondo reale non può essere terribile come una storia di un libro. No, è molto peggio.
La storia dell'umanità è molto peggio. Ci sono dei capitoli talmente agghiaccianti che forse preferiremmo dimenticare. Invece certi avvenimenti vanno raccontati, per rispetto di coloro che hanno sofferto, hanno perso la vita o la vita proprio non l'hanno vissuta.
Delle infamie sorte durante la Seconda Guerra Mondiale sono stati scritti libri, girati film, presentati documentari. Ma ci sono molti fatti ancora semisconosciuti, solo perchè o non hanno fatto notizia o si preferiva sotterrare o proprio perchè non si ha memoria storica.
E coloro che non vanno dimenticati sono i ragazzi di Izieu.
Izieu è un paesiolo al sud della Francia, nel dipartimento di Ain nella regione del Rodano, poco distante da Lione. Qui nel 1943 due coniugi di origine polacca Sabine e Miron Zlatin adibirono la loro casa a rifugio per i bambini ebrei orfani o strappati dalle deportazioni nei campi di concentramento. Infatti molti di loro venivano mandati lì dai propri genitori per evitare che venissero catturati durante i rastrellamenti. Era chiaro che molti bambini una volta in quella specie di colonia non avrebbero più rivisto i propri papà e le proprie mamme.
C'è da dire che fino al '43 quella regione della Francia era sotto il controllo italiano, quindi le famiglie ebree si sentivano abbastanza al sicuro. Si sa "Italiani, brava gente". E la convivenza tutto sommato era pacifica. Certo nelle varie città oltre il confine italico la presenza dei militari per le strade si vedeva e sentiva però sempre meglio i soldati italiani che quelli tedeschi, sussurrava più di qualcuno. Certo in guerra tra i mali, sempre meglio scegliere quello minore. A scuola nei libri di storia quando viene riferito che l'8 Settembre 1943 l'Italia rompe il patto con la Germania e si mette dalla parte degli Alleati, non si da molta importanza alla cosa. Invece quella data fu l'inizio di tragedie e disgrazie non solo nel territorio italiano ma anche aldilà dei confini. E tutto questo viene spesso ignorato, anche oggi. La Guerra tra la fine del'43 e il '45 non è più solo una lotta tra nazioni ma diventa una vera e propria caccia all'uomo. Così sanguinaria che i morti si conteranno a milioni.
E da quella data anche il destino di quei ragazzi di Izieu cambierà per sempre.
Infatti le autorità italiane lasciarono la Francia e vennero sostituite dalle truppe della Gestapo. In quella parte d'Europa che era stata salvata dalle tremebonde vicende belliche, iniziarono i rastrellamenti.
E in quello che per dei ragazzi era un angolo di Paradiso, irruppe l'Inferno.
Il 6 Aprile 1944 sotto la guida del criminale SS Klaus Barbie, 44 bambini vennero catturati. Il più piccolo aveva 4 anni, il più grande 17.
Prima vennero mandati nelle prigioni di Lione e poi deportati nei campi di sterminio ad Auschwitz. Dove scomparirono nelle camere a gas. Miron Zlatin e due ragazzi adolescenti finirono in Estonia, anche loro non tornarono più. Sabine Zlatin, la benefattrice, che per i suoi bimbi avrebbe dato la propria vita, quel giorno non si trovava in quella casa. Uscita per comprare generi alimentari, al suo ritorno trovò lo spettacolo straziante della casa vuota. A lei il destino ha riservato il tormento di non essere stata con loro in quei momenti e di non aver potuto nulla contro la crudeltà umana. Ora la casa è stata adibita a Museo, il Museo dei ragazzi di Izieu, Memorial des enfants d'Izieu, perchè non ci si deve dimenticare di questi ragazzi. Come non ci si deve dimenticare di quelle morti ignorate, di quelle tragedie nascoste perchè di fronte alla vita e di fronte alla morte siamo tutti uguali. Se fosse una storia inventata il libro ora andrebbe chiuso. Invece va tenuto aperto per riflettere e rendersi conto che a volte certe preoccupazioni e certi problemi di fronte a queste storie non sono niente.
E adesso in quella casa non restano che le voci lontane di quei bambini che leggevano le lettere scritte per i propri genitori, mai più rivisti.
" Ogni sera si scrivono lunghe lettere ai nostri cari genitori,
Non si sa proprio dove siano, ma si ha tanto di quell'amore dentro
Che spesso non ci si può dormire".
La storia dell'umanità è molto peggio. Ci sono dei capitoli talmente agghiaccianti che forse preferiremmo dimenticare. Invece certi avvenimenti vanno raccontati, per rispetto di coloro che hanno sofferto, hanno perso la vita o la vita proprio non l'hanno vissuta.
Delle infamie sorte durante la Seconda Guerra Mondiale sono stati scritti libri, girati film, presentati documentari. Ma ci sono molti fatti ancora semisconosciuti, solo perchè o non hanno fatto notizia o si preferiva sotterrare o proprio perchè non si ha memoria storica.
E coloro che non vanno dimenticati sono i ragazzi di Izieu.
Izieu è un paesiolo al sud della Francia, nel dipartimento di Ain nella regione del Rodano, poco distante da Lione. Qui nel 1943 due coniugi di origine polacca Sabine e Miron Zlatin adibirono la loro casa a rifugio per i bambini ebrei orfani o strappati dalle deportazioni nei campi di concentramento. Infatti molti di loro venivano mandati lì dai propri genitori per evitare che venissero catturati durante i rastrellamenti. Era chiaro che molti bambini una volta in quella specie di colonia non avrebbero più rivisto i propri papà e le proprie mamme.
C'è da dire che fino al '43 quella regione della Francia era sotto il controllo italiano, quindi le famiglie ebree si sentivano abbastanza al sicuro. Si sa "Italiani, brava gente". E la convivenza tutto sommato era pacifica. Certo nelle varie città oltre il confine italico la presenza dei militari per le strade si vedeva e sentiva però sempre meglio i soldati italiani che quelli tedeschi, sussurrava più di qualcuno. Certo in guerra tra i mali, sempre meglio scegliere quello minore. A scuola nei libri di storia quando viene riferito che l'8 Settembre 1943 l'Italia rompe il patto con la Germania e si mette dalla parte degli Alleati, non si da molta importanza alla cosa. Invece quella data fu l'inizio di tragedie e disgrazie non solo nel territorio italiano ma anche aldilà dei confini. E tutto questo viene spesso ignorato, anche oggi. La Guerra tra la fine del'43 e il '45 non è più solo una lotta tra nazioni ma diventa una vera e propria caccia all'uomo. Così sanguinaria che i morti si conteranno a milioni.
E da quella data anche il destino di quei ragazzi di Izieu cambierà per sempre.
Infatti le autorità italiane lasciarono la Francia e vennero sostituite dalle truppe della Gestapo. In quella parte d'Europa che era stata salvata dalle tremebonde vicende belliche, iniziarono i rastrellamenti.
E in quello che per dei ragazzi era un angolo di Paradiso, irruppe l'Inferno.
Il 6 Aprile 1944 sotto la guida del criminale SS Klaus Barbie, 44 bambini vennero catturati. Il più piccolo aveva 4 anni, il più grande 17.
Prima vennero mandati nelle prigioni di Lione e poi deportati nei campi di sterminio ad Auschwitz. Dove scomparirono nelle camere a gas. Miron Zlatin e due ragazzi adolescenti finirono in Estonia, anche loro non tornarono più. Sabine Zlatin, la benefattrice, che per i suoi bimbi avrebbe dato la propria vita, quel giorno non si trovava in quella casa. Uscita per comprare generi alimentari, al suo ritorno trovò lo spettacolo straziante della casa vuota. A lei il destino ha riservato il tormento di non essere stata con loro in quei momenti e di non aver potuto nulla contro la crudeltà umana. Ora la casa è stata adibita a Museo, il Museo dei ragazzi di Izieu, Memorial des enfants d'Izieu, perchè non ci si deve dimenticare di questi ragazzi. Come non ci si deve dimenticare di quelle morti ignorate, di quelle tragedie nascoste perchè di fronte alla vita e di fronte alla morte siamo tutti uguali. Se fosse una storia inventata il libro ora andrebbe chiuso. Invece va tenuto aperto per riflettere e rendersi conto che a volte certe preoccupazioni e certi problemi di fronte a queste storie non sono niente.
E adesso in quella casa non restano che le voci lontane di quei bambini che leggevano le lettere scritte per i propri genitori, mai più rivisti.
" Ogni sera si scrivono lunghe lettere ai nostri cari genitori,
Non si sa proprio dove siano, ma si ha tanto di quell'amore dentro
Che spesso non ci si può dormire".
L'aforisma quotidiano
Tra vent'anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.
Mark Twain
Mark Twain
W.C.
Winston Churchill.
La sua vera nemica, dentro e fuori il Parlamento dove Churchill non riusciva a capire perché mai dovessero entrare le donne (e perché mai dovessero votare essendo non tanto inferiori, ma diverse) era Nancy Astor, prima donna deputato in Gran Bretagna. Un giorno gli disse: «Winston, se tu fossi mio marito, ti metterei il veleno nel caffè». E Churchill rispose: «Nancy, se tu fossi mia moglie, lo berrei».
La sua vera nemica, dentro e fuori il Parlamento dove Churchill non riusciva a capire perché mai dovessero entrare le donne (e perché mai dovessero votare essendo non tanto inferiori, ma diverse) era Nancy Astor, prima donna deputato in Gran Bretagna. Un giorno gli disse: «Winston, se tu fossi mio marito, ti metterei il veleno nel caffè». E Churchill rispose: «Nancy, se tu fossi mia moglie, lo berrei».
venerdì 3 settembre 2010
L'arte della guerra
La guerra è il Tao dell'inganno.
Perciò se siete abili, di fronte al nemico fingete incapacità.
Se siete costretti ad impegnare le vostre forze, fingete inattività.
Se il vostro obiettivo è vicino, fate credere che si trovi lontano; quando è distante, create l'illusione che si trovi nei paraggi.
Mostrate ai nemici delle brecce per allettarli ad entrare in azione. Create disordine tra le loro file e sconfiggeteli.
Se sono in numero ragguardevole preparatevi ad affrontarli; se sono troppo forti, cercate di evitare lo scontro.
Se sono furiosi, irritateli ancora di più, assicurandovi di alimentare la loro arroganza.
Se sono riposati fate in modo di stancarli.
Se sono uniti, costringeteli a separarsi.
Attaccate quando non sono preparati.
Avanzate nel punto dove non vi aspettano.
Queste sono le strategie per ottenere la vittoria.
Non è possibile discuterne prima di averle conosciute.
Perciò se siete abili, di fronte al nemico fingete incapacità.
Se siete costretti ad impegnare le vostre forze, fingete inattività.
Se il vostro obiettivo è vicino, fate credere che si trovi lontano; quando è distante, create l'illusione che si trovi nei paraggi.
Mostrate ai nemici delle brecce per allettarli ad entrare in azione. Create disordine tra le loro file e sconfiggeteli.
Se sono in numero ragguardevole preparatevi ad affrontarli; se sono troppo forti, cercate di evitare lo scontro.
Se sono furiosi, irritateli ancora di più, assicurandovi di alimentare la loro arroganza.
Se sono riposati fate in modo di stancarli.
Se sono uniti, costringeteli a separarsi.
Attaccate quando non sono preparati.
Avanzate nel punto dove non vi aspettano.
Queste sono le strategie per ottenere la vittoria.
Non è possibile discuterne prima di averle conosciute.
W.C.
Winston Churchill.
Quando al bar della Camera dei Comuni, la deputata Bessie Braddock lo apostrofò gelida: «Winston, sei ubriaco», lui si alzò e rispose: «Signora, lei è brutta. Ma io domani sarò sobrio».
Quando al bar della Camera dei Comuni, la deputata Bessie Braddock lo apostrofò gelida: «Winston, sei ubriaco», lui si alzò e rispose: «Signora, lei è brutta. Ma io domani sarò sobrio».
giovedì 2 settembre 2010
Cronaca di una morte annunciata
Capolavoro di Gabriel Garcia Marquez. In sostanza è un libro di cronaca, tratta da una storia vera, perchè narra gli avvenimenti delle ultime ore di vita di Santiago Nasar, la vittima annunciata ed ignara del fatto che dovrà morire. Infatti la grandezza di questa lettura sta proprio in questo, si sa già chi morirà e chi saranno gli assassini ma l'intrico della storia è talmente avvincente e paradossale da mantenere il lettore incollato al testo fino alla fine. La vittima designata viene accusata di aver "rubato" la verginità ad Angela, una ragazza promessa in sposa ad un ricco signore. Per i fratelli della sposa quest'affronto dev'essere pagato con la vita e decidono di uccidere l'incolpevole Santiago. Ma nel paese tutti vengono a conoscenza di questa intenzione e nessuno per vari motivi interviene per evitare che la tragedia si compia. Addirittura gli stessi assassini fanno di tutto per essere fermati e per evitare di dover uccidere Santiago, ovviamente sempre l'unico a non sapere che la sua ora è segnata.
Fa riflettere il fatto che nessuno che è a conoscenza del fatto vada dal protagonista ad avvertirlo, come se l'indifferenza fosse più importante del salvare una vita. Effettivamente anche nella realtà in cui si vive la maggior parte delle persone preferisce fare le proprie cose piuttosto che intervenire e dare una mano a chi ne ha bisogno. Ringrazio la mia amica che mi ha consigliato questa lettura, davvero originale ed intrigante.
Fa riflettere il fatto che nessuno che è a conoscenza del fatto vada dal protagonista ad avvertirlo, come se l'indifferenza fosse più importante del salvare una vita. Effettivamente anche nella realtà in cui si vive la maggior parte delle persone preferisce fare le proprie cose piuttosto che intervenire e dare una mano a chi ne ha bisogno. Ringrazio la mia amica che mi ha consigliato questa lettura, davvero originale ed intrigante.
L'esaltazione dell'individualità
L'individualità è l'essenza più profonda del proprio essere. Comprende tutte le nostre caratteristiche che io definirei qualità. E l'ostacolo più duro da oltrepassare è il manifestare la nostra individualità. Spesso abbiamo paura di esprimerci, o perchè non abbiamo abbastanza personalità o perchè abbiamo un'autostima che rasenta lo zero o perchè ci preoccupiamo troppo dei giudizi degli altri. Molto spesso eclissiamo la nostra identità per dare spazio ad altre che riteniamo migliori di noi o più meritevoli. E perdiamo di vista l'aspetto più importante: te stesso e la propria soddisfazione (sia spirituale ma anche in parte materiale). Il resto è il contorno che ti può rendere la vita più o meno interessante, più o meno bella ma il fautore principale di tutto sei proprio tu. E purtroppo questo lo perdiamo di vista. Io credo che la maggior parte delle persone sia insoddisfatta della propria vita proprio perchè non hanno mai fatto nulla o quasi per renderla soddisfacente. Il credere a se stessi e alle proprie capacità e sensazioni è forse il traguardo più difficile da raggiungere perchè il rischio di fallire è alto. Ma già il fatto di provarci è un successo. Proviamo a pensare a grandi artisti del passato. Personaggi magari depressi, magari pensavano di essere dei falliti, che ci hanno donato grazie alle loro abilità delle opere grandiose, perchè comunque hanno creduto nel proprio talento altrimenti non avrebbero mai realizzato quel quadro o quella poesia. Di fronte ad un'opera d'arte si contempla la grandezza di un uomo. E chi lo dice che solo pochi possono raggiungere tali livelli? Magari in campi diversi ma oguno di noi può effettivamente esprimere le proprie qualità, ovviamente ci deve credere e soprattutto lo deve volere. Non bisogna guardar passare la vita a testa bassa, alziamola e dimostriamo quello che valiamo. L'individuo soddisfatto inoltre riesce a star meglio in mezzo agli altri perchè può farlo a testa alta senza timore di essere giudicato. Ecco perchè io credo che la valorizzazione dell'individualità di ciascuno possa giovare ad ogni gruppo di persone e ad ogni comunità.
mercoledì 1 settembre 2010
L'aforisma quotidiano
La vita non offre piacere più grande del superare le difficoltà e passare da un successo ad un altro, del formare nuovi desideri e di vederli realizzati.
Eterno ritorno
Il mito dell'eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. Se la Rivoluzione Francese dovesse ripetersi all'infinito, la storiografia francese sarebbe meno orgogliosa di Robespierre. Dal momento però che parla di qualcosa che non ritorna, gli anni di sangue si sono trasformati in semplici parole, in teorie, in discussioni, sono diventati più leggeri delle piume, non incutono paura. C'è un enorme differenza tra un Robespierre che si è presentato una sola volta nella storia e un Robespierre che torna eternamente a tagliare la testa ai francesi. Quindi l'idea dell'eterno ritorno indica una prospettiva dalla quale le cose appaiono in maniera diversa da come noi le conosciamo: appaiono prive della circostanza attenuante della loro fugacità. Questa circostanza attenuante ci impedisce infatti di pronunciare un qualsiasi verdetto. Si può condannare ciò che è effimero? La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina. La profonda perversione morale che appartiene a un mondo fondato essenzialmente sull'inesistenza del ritorno, perchè in un mondo simile tutto è già perdonato e quindi tutto è cinicamente permesso.
Nel mondo dell'eterno ritorno, su ogni gesto grava il peso di una insostenibile responsabilità. Se l'eterno ritorno è il fardello più pesante, allora le nostrevite su questo sfondo possono apparire in tutta la loro meravigliosa leggerezza.
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perchè si vive una vita soltanto e non si può confrontarla con le proprie vite precedenti, nè correggerla nelle vite future. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perchè non esiste alcun termine di paragone.
L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno schizzo è la parola giusta, perchè uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. Einmal ist keinmal. Quello che avviene una volta soltanto è come se non fosse mai avvenuto. Se l'uomo può vivere solo una vita è come se non vivesse affatto.
(da L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera)
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perchè si vive una vita soltanto e non si può confrontarla con le proprie vite precedenti, nè correggerla nelle vite future. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perchè non esiste alcun termine di paragone.
L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno schizzo è la parola giusta, perchè uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. Einmal ist keinmal. Quello che avviene una volta soltanto è come se non fosse mai avvenuto. Se l'uomo può vivere solo una vita è come se non vivesse affatto.
(da L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera)
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