Visto che stai gia' pensando, pensa in grande; niente e nessuno possono impedirti di farlo
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domenica 10 ottobre 2010
Alcol Test
Dopo aver letto un elenco dei possibili danni che l’alcool puo recare alla salute, ho smesso di leggere
Henny Youngman
Henny Youngman
Intensità
Sa di essere il punto di riferimento.
Sa che tutti si affidano a lui.
Sa di riuscire a coinvolgere le persone.
Sa di avere qualità che molti non hanno.
Sa di essere un trascinatore.
Sa di essere un leader carismatico.
Sa di essere ammirato e stimato.
Sa di dover fronteggiare pressioni fortissime.
Sa di dover essere infallibile.
Sa di non poter sbagliare.
Sa che quanto ha fatto sognare ed illudere, tanto potrà deludere.
Sa che non potrà far affidamento su nessuno.
Sa che il troppo amore potrà trasformarsi in profondo odio.
Sa di essere uno degli artefici della vittoria ma l'unico responsabile della sconfitta.
Sa che l'unico errore potrà cancellare innumerevoli glorie.
Sa che un passo falso potrà eliminare il cammino fatto.
Sa che se sbaglia rimarrà solo.
La solitudine del numero 10...
Sa che tutti si affidano a lui.
Sa di riuscire a coinvolgere le persone.
Sa di avere qualità che molti non hanno.
Sa di essere un trascinatore.
Sa di essere un leader carismatico.
Sa di essere ammirato e stimato.
Sa di dover fronteggiare pressioni fortissime.
Sa di dover essere infallibile.
Sa di non poter sbagliare.
Sa che quanto ha fatto sognare ed illudere, tanto potrà deludere.
Sa che non potrà far affidamento su nessuno.
Sa che il troppo amore potrà trasformarsi in profondo odio.
Sa di essere uno degli artefici della vittoria ma l'unico responsabile della sconfitta.
Sa che l'unico errore potrà cancellare innumerevoli glorie.
Sa che un passo falso potrà eliminare il cammino fatto.
Sa che se sbaglia rimarrà solo.
La solitudine del numero 10...
Smitizzando
-E anche questo è a posto... Ora vediamo a chi tocca... Oh mio Dio, scusi Principale ma quando ci vuole ci vuole...Ma chi me l'ha fatto fare a me di stare qui...E poi si dice: "Ahh come si sta bene in Paradiso". Vorrei vedere chiunque al posto mio, stare seduto di fronte a questa scrivania, tutt'intorno è bianco. Non si possono neanche appendere i poster. Le pareti bianche, arredamento bianco talmente minimal che un esperto di Feng Shui si sparerebbe. Perfino io sono vestito di bianco. E poi la beffa che mentre io sono qui, di là (oltre la Porta) si divertono alla grande, sono felici e spensierati, loro. E questo lo posso anche accettare, ma mi trovo a fare dei colloqui con dei personaggi che si credono Dio in persona, delle teste dure.Ehh ci vuole pazienza, bisogna pur sempre accettare le direttive aziendali. E arriveranno le vacanze anche per me. Prima o poi un altro diluvio vuoi che non lo mandi? Almeno un po' di pace per qualche tempo... Dai, andiamo, fate entrare il prossimo...
-Buondì, Pietro. Non s'illuda che la chiami Santità o qualcosa di simile. Lei può pure chiamarmi Sir.
-[portandosi la mano sulla fronte] Oh Signore...Speravo che potesse essere cambiato dopo il trapasso...Iniziamo bene...
-Credo che io possa già entrare. E lei è sicuro che entrerà?...[rimanendo in piedi, e dirigendosi verso la Porta]
- Ma dove sta andando!? Torni indietro che dobbiamo fare questo colloquio. Stia seduto lì, le dirò io quando alzarsi e dove andare soprattutto. E per inciso io qui faccio quello che mi pare...[rumore di tuoni] Sì insomma, quasi quello che mi pare. Procediamo, vediamo il suo curriculum...
-Ha da accendere?
-Prego?
-Devo fumare il sigaro ma non ho l'accendisigari con me...
-Qui non si può fumare.
-Come scusi?
-In Paradiso non si fuma.
-Ma che corbelleria è questa...E dove sta scritto?
-Non occorre che sia scritto. E' così e basta.
-Se non c'è una legge scritta, nulla mi impedisce di fumare...
-Le basta la Legge Divina?
-Pfui, pensare che ad alcuni sigari hanno dato il mio nome... Allora, oste! Oste!
-Ma cosa urla!?
-Chiamo l'oste così ordino un bicchiere di whiskey, ne ho proprio bisogno.
-Ma è impazzito?
-Mi perdoni Pietro, non le ho chiesto se ne vuole pure Lei. Ne ordino un paio allora. Speriamo ci siano della marca che preferisco.
-La smette? Non le porteranno nessun whiskey!
-Manca l'oste? Poco male, mi arrangerò io ad andarlo a prendere.
-Resti seduto, qui non le porteranno nessun whiskey, non perchè manchi l'oste, ma perchè non esiste l'alcol in Paradiso...
-Sta scherzando, vero?
-No!
-Più che un Paradiso mi sembra un Inferno...Non ci saranno neanche le donnine immagino...
-Guardi che lei non può confondere il Paradiso con un bordello. Qui non esistono i vizi, se lo metta in testa. Non si fuma, non si beve, non ci sono donne di facili costumi. Tutto qui è allo stato di purezza e sobrietà. Esattamente l'opposto di quello che è lei.
-Ma se non mi concedete nulla che ci sto a fare qui!?
-Veda lei, se preferisce essere dannato per l'eternità... E ora possiamo procedere?
-Ma neanche un goccio di Sidro?
-Lei essendo acculturato dovrebbe immaginare che le mele, qui, le hanno proibite da tempo...
Mi dica per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Me lo dica lei, sono stato convocato. Non sono mica venuto di mia spontanea volontà. Anzi, se sapevo che non potevo bere neanche un goccio di whiskey o fumare un buon sigaro, ne sarei rimasto alla larga...
-[scuotendo la testa] Io la farei entrare solo per evitare di andare avanti ad ascoltarla ma non posso purtroppo. Partiamo dalla sua vita sentimentale: dal suo matrimonio nacquero ben 5 figli. Sicuramente va a suo favore il fatto che ha sempre mantenuto la stessa moglie...
-Guardi, già avere una moglie è dura, figurarsi averne più di una a causa dei vari divorzi. Altro che alcol e fumo, mi creda, non si sopravvive...
-Riesce a spiegarsi come mai la sua figlia primogenita ha divorziato così tante volte?
-Chiaramente confrontando i suoi mariti con suo padre, li trovava rammolliti. Non la posso biasimare.
-Già, sarà... Mentre nel suo lavoro non si è mai fatto problemi di etica o morale.
-Quando ci sono in ballo degli interessi così grandi, ogni bel discorso va accantonato e bisogna agire anche se l'azione possa implicare soluzioni moralmente scorrette.
-Tutto ciò che ha fatto era inevitabile?
-In quel tempo e con quelle situazioni politiche, credo di sì. E la mia Nazione per questo non ha potuto che ringraziarmi...
-Anche gli abitanti di Coventry immagino...
-Se non toccava a Coventry, sarebbe toccato a Londra. In tempo di guerra bisogna prendere le decisioni che prevedono il male minore. Quella notte, quando sentii passare i bombardieri tedeschi mi misi una mano sul cuore e pregai di aver fatto la scelta giusta. Cinque anni più tardi mi sembra di aver dimostrato di aver avuto ragione. A Dresda in molti capirono di che pasta eravamo fatti noi inglesi.[ghigno]
-E' stato tra gli artefici di una pagina tra le più nere della storia dell'uomo...
-Non l'ho voluta io la guerra. Ci siamo presi le nostre responsabilità, sono il prezzo della nostra grandezza.
-Ci sono stati milioni di morti.
-Mi creda che se fosse finita diversamente, i morti sarebbero stati molti di più negli anni successivi. Anzi, se non fosse stato per noi e per gli yankees, il mondo avrebbe vissuto il braccio di ferro fra nazismo e comunismo. Allora sì che le cose si sarebbero messe male per l'intera umanità...
Le guerre non sono mai giuste e nessuno può garantirne il successo, ma bisogna meritarlo. E noi lo abbiamo meritato.
-Ma che si vinca o perda conta fino ad un certo punto...
-Pietro, si trattava di cambiare il corso della storia dell'umanità. E il risultato di qualunque guerra è la cosa che conta. C'è un abisso tra il positivo e il negativo. Indipendetemente dal come si raggiungono certi traguardi.
-Quello che intendevo io, è che alla fine le disgrazie ci sono lo stesso, i morti restano. Mica vengono resuscitati se vince l'uno o l'altro.
-In quegli anni in Europa era sorto un enorme problema. E non si poteva risolvere congelandolo. Bisognava affrontarlo. Dopo gli accordi di Monaco del 1938, Gran Bretagna e Francia potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Hanno trovato la guerra.
-Quindi lei era contrario al comportamento politico del suo Paese degli anni '30...
-L'Inghilterra non si è mai tirata indietro nella sua storia. Dovevamo fare la voce grossa. Invece Chamberlain era un pavido e lasciò fare ai tedeschi. Essere accondiscendenti per debolezza e paura è fatale. La chiamarono la politica dell'appeasement verso Hitler...Tzè, la chiamerei la politica del cagasotto.
-Non correva buon sangue noto...
-Quello lì non ha mai alzato un dito per lavorare e ha sempre detto di amare i lavoratori; certo amava vederli lavorare.
-Lei invece ha fatto parecchie cose, ha perfino vinto un Nobel...
-Mio padre voleva diventassi un soldato, a me piaceva scrivere, leggere e acculturarmi. Alla fine diventando Primo Ministro ho accontentato entrambi.
-Come stratega militare non era granchè. Il disastro ai Dardanelli del '14 è opera sua no? Fu aperta anche un'inchiesta contro di lei, fu accusato di essere l'unico responsabile della disfatta e gli Alleati non la presero molto bene.
-Come ho sempre sostenuto la vittoria ha mille padri mentre la sconfitta uno solo. Mi viene ricordata quella sconfitta mentre andrebbe anche citato il fatto che pure quella guerra la vincemmo grazie a me. Ma è così, se si perde per forza bisogna trovare un capro espiatorio, se si vince è merito di tutta la Nazione. Ma so che la storia è stata gentile con me, in quanto l'ho fatta.
-Non esageri, non è stato uno stinco di Santo e lo sa bene anche lei. Però è stato un personaggio curioso e molto interessante anche se spero che non ne nascano più come lei.
-Senta, ma non ci sarebbe un cicchettino... Non ne posso più...
-Dovrebbe essere contento invece che per la prima volta si trova ad essere sobrio, così la smette di sentirsi onnipotente.
-Mi sta facendo la ramanzina? Guardi che di Bessie Braddock ce n'era una...
-La fece dannare parecchio.
-Mi rompeva sempre l'anima sul fatto che ai ricevimenti fossi ubriaco, ma lei non si rendeva conto di quanto fosse brutta!? Per non parlare di Lady Astor, se poteva mi avrebbe avvelenato...
-E invece è durato fino a 91 anni. Ha la pelle dura nonostante tutto.
-E ho sempre bevuto e fumato a differenza del buon Montgomery, e [grassa risata] ho anche vissuto più di lui. Penso che mi odierà per questo.
Ma questa sedia è pulita vero?
-Beh non direi visto che si sono sedute milioni di persone prima di lei...
-[alzandosi] Ma sta scherzando? Com'è possibile. Chiami una hostess, un inserviente subito. mi devo pulire subito...C'è nessuno? La donna delle pulizie non c'è?
-Eh no non abbiamo fatto in tempo a metterla in regola...Stia tranquillo, mi stavo prendendo gioco di lei. In Paradiso lo sporco non può esistere, le pare? E adesso si risieda. Ero curioso di vederla impanicato. Piacevole sensazione...
-Non sono daccordo. Scherzo di pessimo gusto.
-Suvvia, che fine ha fatto il suo proverbiale humour?
Un'altra cosa che non mi è mai stata chiara: come mai ha sempre sostenuto e ammirato Mussolini? Fu un dittatore che prese delle decisioni terribili...
-Fu un grande uomo. Impedì il proliferare del bolscevismo in Italia e mi creda fu un grande sollievo. L'Italia non ebbe mai una posizione così importante in Europa come quando era guidata da Mussolini. E nell'andare avanti della storia molte sue iniziative tornarono utili. Certo fece dei gravi errori, il suo limite fu infatti quello di entrare in situazioni in cui non pensava di perderne così facilmente il controllo. Io lo ammirai per il temperamento e la sua capacità di trascinare l'intero popolo. Solo nel suo ventennio l'Italia fu capace di imporre le proprie decisioni agli altri Paesi. Poi non fu più così...
-Si alleò con Hitler...
-Tutti i grandi hanno fatto errori. Io quando pensai di aver sbagliato diedi le dimissioni...peccato che le dovetti presentare a me stesso e allora le rifiutai.[grassa risata]
-Glielo ripeto lei è proprio curioso, non abbassa la testa neanche qui...
-...[allarga le braccia e si appoggia al bastone] Dopo avermi privato dei miei piaceri vuole anche che abbassi la testa? Pietro, ho la mia reputazione.
-Daccordo, lei è furbo, ma le cose che ha fatto le ha fatte per il bene del suo popolo e di questo ne sono convinto. In sostanza lei come avrebbe voluto il mondo?
-Se il mondo che ci avete lasciato in eredità fosse andato nelle mani di nazioni soddisfatte, che per se stesse non vogliano più di quanto già abbiano, allora si sarebbe in un mondo di pace. Nessuno vorrebbe più di quanto già possiede, come un ricco che vive in pace nelle loro case. Il problema è che ci si trova sempre nelle mani di nazioni affamate allora il mondo sarà sempre in costante pericolo. Ecco perchè sono convinto che la democrazia funzioni solo quando a decidere sono in due e uno è malato!
-E non è riuscito a portare la pace nel mondo, quindi alla fine è una persona normale, un mortale come tutti...
-Certo! Ma abbiamo evitato il proliferare del comunismo! Già quello è da considerarsi una vittoria!
-E ha anche fatto delle pessime figure. Quella volta in Parlamento si dimenticò il discorso che doveva fare.
-Pietro suvvia, ho avuto un vuoto di memoria, può succedere. Dopo quel fatto su di me hanno scritto e detto di tutto ma non c'è nulla di più esilarante di essere presi di mira senza successo [grassa risata]
-Va bene, mi ha convinto, è pronto ad entrare?
-Io sono pronto ad entrare e ad incontrare il Creatore, ma caro Pietro, bisogna vedere se lui è pronto ad incontrare me. Arrivederci, è stata una conversazione interessante.
-[guardandolo entrare scuotendo la testa] Certo che è un tipo proprio curioso...Avanti!...
-Buondì, Pietro. Non s'illuda che la chiami Santità o qualcosa di simile. Lei può pure chiamarmi Sir.
-[portandosi la mano sulla fronte] Oh Signore...Speravo che potesse essere cambiato dopo il trapasso...Iniziamo bene...
-Credo che io possa già entrare. E lei è sicuro che entrerà?...[rimanendo in piedi, e dirigendosi verso la Porta]
- Ma dove sta andando!? Torni indietro che dobbiamo fare questo colloquio. Stia seduto lì, le dirò io quando alzarsi e dove andare soprattutto. E per inciso io qui faccio quello che mi pare...[rumore di tuoni] Sì insomma, quasi quello che mi pare. Procediamo, vediamo il suo curriculum...
-Ha da accendere?
-Prego?
-Devo fumare il sigaro ma non ho l'accendisigari con me...
-Qui non si può fumare.
-Come scusi?
-In Paradiso non si fuma.
-Ma che corbelleria è questa...E dove sta scritto?
-Non occorre che sia scritto. E' così e basta.
-Se non c'è una legge scritta, nulla mi impedisce di fumare...
-Le basta la Legge Divina?
-Pfui, pensare che ad alcuni sigari hanno dato il mio nome... Allora, oste! Oste!
-Ma cosa urla!?
-Chiamo l'oste così ordino un bicchiere di whiskey, ne ho proprio bisogno.
-Ma è impazzito?
-Mi perdoni Pietro, non le ho chiesto se ne vuole pure Lei. Ne ordino un paio allora. Speriamo ci siano della marca che preferisco.
-La smette? Non le porteranno nessun whiskey!
-Manca l'oste? Poco male, mi arrangerò io ad andarlo a prendere.
-Resti seduto, qui non le porteranno nessun whiskey, non perchè manchi l'oste, ma perchè non esiste l'alcol in Paradiso...
-Sta scherzando, vero?
-No!
-Più che un Paradiso mi sembra un Inferno...Non ci saranno neanche le donnine immagino...
-Guardi che lei non può confondere il Paradiso con un bordello. Qui non esistono i vizi, se lo metta in testa. Non si fuma, non si beve, non ci sono donne di facili costumi. Tutto qui è allo stato di purezza e sobrietà. Esattamente l'opposto di quello che è lei.
-Ma se non mi concedete nulla che ci sto a fare qui!?
-Veda lei, se preferisce essere dannato per l'eternità... E ora possiamo procedere?
-Ma neanche un goccio di Sidro?
-Lei essendo acculturato dovrebbe immaginare che le mele, qui, le hanno proibite da tempo...
Mi dica per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Me lo dica lei, sono stato convocato. Non sono mica venuto di mia spontanea volontà. Anzi, se sapevo che non potevo bere neanche un goccio di whiskey o fumare un buon sigaro, ne sarei rimasto alla larga...
-[scuotendo la testa] Io la farei entrare solo per evitare di andare avanti ad ascoltarla ma non posso purtroppo. Partiamo dalla sua vita sentimentale: dal suo matrimonio nacquero ben 5 figli. Sicuramente va a suo favore il fatto che ha sempre mantenuto la stessa moglie...
-Guardi, già avere una moglie è dura, figurarsi averne più di una a causa dei vari divorzi. Altro che alcol e fumo, mi creda, non si sopravvive...
-Riesce a spiegarsi come mai la sua figlia primogenita ha divorziato così tante volte?
-Chiaramente confrontando i suoi mariti con suo padre, li trovava rammolliti. Non la posso biasimare.
-Già, sarà... Mentre nel suo lavoro non si è mai fatto problemi di etica o morale.
-Quando ci sono in ballo degli interessi così grandi, ogni bel discorso va accantonato e bisogna agire anche se l'azione possa implicare soluzioni moralmente scorrette.
-Tutto ciò che ha fatto era inevitabile?
-In quel tempo e con quelle situazioni politiche, credo di sì. E la mia Nazione per questo non ha potuto che ringraziarmi...
-Anche gli abitanti di Coventry immagino...
-Se non toccava a Coventry, sarebbe toccato a Londra. In tempo di guerra bisogna prendere le decisioni che prevedono il male minore. Quella notte, quando sentii passare i bombardieri tedeschi mi misi una mano sul cuore e pregai di aver fatto la scelta giusta. Cinque anni più tardi mi sembra di aver dimostrato di aver avuto ragione. A Dresda in molti capirono di che pasta eravamo fatti noi inglesi.[ghigno]
-E' stato tra gli artefici di una pagina tra le più nere della storia dell'uomo...
-Non l'ho voluta io la guerra. Ci siamo presi le nostre responsabilità, sono il prezzo della nostra grandezza.
-Ci sono stati milioni di morti.
-Mi creda che se fosse finita diversamente, i morti sarebbero stati molti di più negli anni successivi. Anzi, se non fosse stato per noi e per gli yankees, il mondo avrebbe vissuto il braccio di ferro fra nazismo e comunismo. Allora sì che le cose si sarebbero messe male per l'intera umanità...
Le guerre non sono mai giuste e nessuno può garantirne il successo, ma bisogna meritarlo. E noi lo abbiamo meritato.
-Ma che si vinca o perda conta fino ad un certo punto...
-Pietro, si trattava di cambiare il corso della storia dell'umanità. E il risultato di qualunque guerra è la cosa che conta. C'è un abisso tra il positivo e il negativo. Indipendetemente dal come si raggiungono certi traguardi.
-Quello che intendevo io, è che alla fine le disgrazie ci sono lo stesso, i morti restano. Mica vengono resuscitati se vince l'uno o l'altro.
-In quegli anni in Europa era sorto un enorme problema. E non si poteva risolvere congelandolo. Bisognava affrontarlo. Dopo gli accordi di Monaco del 1938, Gran Bretagna e Francia potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore. Hanno trovato la guerra.
-Quindi lei era contrario al comportamento politico del suo Paese degli anni '30...
-L'Inghilterra non si è mai tirata indietro nella sua storia. Dovevamo fare la voce grossa. Invece Chamberlain era un pavido e lasciò fare ai tedeschi. Essere accondiscendenti per debolezza e paura è fatale. La chiamarono la politica dell'appeasement verso Hitler...Tzè, la chiamerei la politica del cagasotto.
-Non correva buon sangue noto...
-Quello lì non ha mai alzato un dito per lavorare e ha sempre detto di amare i lavoratori; certo amava vederli lavorare.
-Lei invece ha fatto parecchie cose, ha perfino vinto un Nobel...
-Mio padre voleva diventassi un soldato, a me piaceva scrivere, leggere e acculturarmi. Alla fine diventando Primo Ministro ho accontentato entrambi.
-Come stratega militare non era granchè. Il disastro ai Dardanelli del '14 è opera sua no? Fu aperta anche un'inchiesta contro di lei, fu accusato di essere l'unico responsabile della disfatta e gli Alleati non la presero molto bene.
-Come ho sempre sostenuto la vittoria ha mille padri mentre la sconfitta uno solo. Mi viene ricordata quella sconfitta mentre andrebbe anche citato il fatto che pure quella guerra la vincemmo grazie a me. Ma è così, se si perde per forza bisogna trovare un capro espiatorio, se si vince è merito di tutta la Nazione. Ma so che la storia è stata gentile con me, in quanto l'ho fatta.
-Non esageri, non è stato uno stinco di Santo e lo sa bene anche lei. Però è stato un personaggio curioso e molto interessante anche se spero che non ne nascano più come lei.
-Senta, ma non ci sarebbe un cicchettino... Non ne posso più...
-Dovrebbe essere contento invece che per la prima volta si trova ad essere sobrio, così la smette di sentirsi onnipotente.
-Mi sta facendo la ramanzina? Guardi che di Bessie Braddock ce n'era una...
-La fece dannare parecchio.
-Mi rompeva sempre l'anima sul fatto che ai ricevimenti fossi ubriaco, ma lei non si rendeva conto di quanto fosse brutta!? Per non parlare di Lady Astor, se poteva mi avrebbe avvelenato...
-E invece è durato fino a 91 anni. Ha la pelle dura nonostante tutto.
-E ho sempre bevuto e fumato a differenza del buon Montgomery, e [grassa risata] ho anche vissuto più di lui. Penso che mi odierà per questo.
Ma questa sedia è pulita vero?
-Beh non direi visto che si sono sedute milioni di persone prima di lei...
-[alzandosi] Ma sta scherzando? Com'è possibile. Chiami una hostess, un inserviente subito. mi devo pulire subito...C'è nessuno? La donna delle pulizie non c'è?
-Eh no non abbiamo fatto in tempo a metterla in regola...Stia tranquillo, mi stavo prendendo gioco di lei. In Paradiso lo sporco non può esistere, le pare? E adesso si risieda. Ero curioso di vederla impanicato. Piacevole sensazione...
-Non sono daccordo. Scherzo di pessimo gusto.
-Suvvia, che fine ha fatto il suo proverbiale humour?
Un'altra cosa che non mi è mai stata chiara: come mai ha sempre sostenuto e ammirato Mussolini? Fu un dittatore che prese delle decisioni terribili...
-Fu un grande uomo. Impedì il proliferare del bolscevismo in Italia e mi creda fu un grande sollievo. L'Italia non ebbe mai una posizione così importante in Europa come quando era guidata da Mussolini. E nell'andare avanti della storia molte sue iniziative tornarono utili. Certo fece dei gravi errori, il suo limite fu infatti quello di entrare in situazioni in cui non pensava di perderne così facilmente il controllo. Io lo ammirai per il temperamento e la sua capacità di trascinare l'intero popolo. Solo nel suo ventennio l'Italia fu capace di imporre le proprie decisioni agli altri Paesi. Poi non fu più così...
-Si alleò con Hitler...
-Tutti i grandi hanno fatto errori. Io quando pensai di aver sbagliato diedi le dimissioni...peccato che le dovetti presentare a me stesso e allora le rifiutai.[grassa risata]
-Glielo ripeto lei è proprio curioso, non abbassa la testa neanche qui...
-...[allarga le braccia e si appoggia al bastone] Dopo avermi privato dei miei piaceri vuole anche che abbassi la testa? Pietro, ho la mia reputazione.
-Daccordo, lei è furbo, ma le cose che ha fatto le ha fatte per il bene del suo popolo e di questo ne sono convinto. In sostanza lei come avrebbe voluto il mondo?
-Se il mondo che ci avete lasciato in eredità fosse andato nelle mani di nazioni soddisfatte, che per se stesse non vogliano più di quanto già abbiano, allora si sarebbe in un mondo di pace. Nessuno vorrebbe più di quanto già possiede, come un ricco che vive in pace nelle loro case. Il problema è che ci si trova sempre nelle mani di nazioni affamate allora il mondo sarà sempre in costante pericolo. Ecco perchè sono convinto che la democrazia funzioni solo quando a decidere sono in due e uno è malato!
-E non è riuscito a portare la pace nel mondo, quindi alla fine è una persona normale, un mortale come tutti...
-Certo! Ma abbiamo evitato il proliferare del comunismo! Già quello è da considerarsi una vittoria!
-E ha anche fatto delle pessime figure. Quella volta in Parlamento si dimenticò il discorso che doveva fare.
-Pietro suvvia, ho avuto un vuoto di memoria, può succedere. Dopo quel fatto su di me hanno scritto e detto di tutto ma non c'è nulla di più esilarante di essere presi di mira senza successo [grassa risata]
-Va bene, mi ha convinto, è pronto ad entrare?
-Io sono pronto ad entrare e ad incontrare il Creatore, ma caro Pietro, bisogna vedere se lui è pronto ad incontrare me. Arrivederci, è stata una conversazione interessante.
-[guardandolo entrare scuotendo la testa] Certo che è un tipo proprio curioso...Avanti!...
mercoledì 6 ottobre 2010
Smitizzando
-...Dunque dunque, vediamo...Il prossimo!
Noto una certa spavalderia nel portamento, sempre fedele alla sua fama... Però la facevo più alto.
- Sua Santità Eminentiss...
-Mi chiami pure Pietro, facciamo prima. Un attimo solo...Devo controllare...[perplessità]
Lei da seduto, con i piedi, non riesce a toccare terra. E a cavallo come faceva?
-[ghigno] Beh ma il cavallo mica dovevo spingerlo con i piedi. Bastava essere bravi a governarlo.
-Faccia meno lo spiritoso, le faccio notare che questo colloquio le permette di entrare attraverso quella Porta.
Mi dica, per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Mi sembra talmente ovvio, ho fatto la storia!
-Ma va? E cosa intende con "ho fatto la storia"?
-Sono stato un grande condottiero, ho portato la mia Nazione a dominare in Europa. E pensare che quando studiavo alla Scuola Reale tutti mi prendevano in giro per il mio accento... Hanno dovuto ricredersi tutti...
-Più grande condottiero eh?
-Sì il migliore!
-Scusi ma la flotta affondata al largo delle coste egiziane dall'Ammiraglio Nelson, chi la comandava?
-Sì vabbè la flotta era la mia ma non la guidavo in prima persona...
- E la campagna di Siria? Non mi trovi altre scuse.
- Quel governatore d'Acrì che sia maledetto...
- Bene le ho già citato due fallimenti, devo continuare?
- Non ho mai fallito io! Perchè non cita i miei successi? Sono numerosissimi. Imperatore di Francia, Re d'Italia...
- Dunque, dunque...Ah sì, lei è diventato Imperatore di Francia, Re d'Italia, nazione che ancora non esisteva...
- [perplesso]Ho sconfitto i piemontesi, ho costretto gli austriaci a rintanarsi a Vienna e a firmare la tregua
a mio favore.
- Mi dice come ha fatto a proclamarsi Re d'Italia il 26 Maggio 1805, quando l'Italia nacque nel 1861!?
Tra le sue doti strategiche c'è anche quella di viaggiare nel tempo?
- Come non esisteva l'Italia!?
- Eh no, si è incoronato monarca di un Paese che sarebbe nato solo 60 anni più tardi.
- Ah... In effetti è curioso... Ma l'Italia non arrivava fino a Roma? Perchè fino a lì era tutto mio...
- Mi creda, 200 anni dopo di lei in molti vorrebbero che l'Italia finisse già molto prima di Roma.
- Ahh, è tornato l'Impero Francese?
- No, per fortuna no, ma lasciamo perdere. Lo sa che ha proprio un accento strano?
- Anche lei ci si mette? Da ragazzino mi tormentavano per come parlavo. Molti si sono ritrovati senza testa, così imparano.
- La smetta, guardi che peggiora la situazione con questi commentini.
Piuttosto, lei è basso, dire che parla in modo buffo è un eufemismo, non è proprio bellissimo...
- Ma scherza? Ero attorniato da donne stupende che mi desideravano...
- Desideravano lei o il suo potere? E poi con l'igiene che c'era ai suoi tempi non mi vanterei tanto delle sue conquiste.
Cos'è quel sorrisetto?
- Sto pensando a certi momenti con Giuseppina. Deve sapere che alcune notti...
- Non mi racconti i particolari per cortesia, è da poco che ho mangiato... Dicevo che l'avrei immaginata un bel fusto,
intrigante d'aspetto e non un nanerottolo anche un po' tarchiatello a dir la verità...
- Ehh il potere e le vittorie alla lunga logorano...
- Sì ma vedo che non fanno passare l'appetito.
Mi tolga un'altra curiosità... Da quando è entrato che si tiene la mano destra al petto. Sta nascondendo qualcosa?
- Nooo, niente
- Dai su, faccia vedere, cosa tiene dentro il taschino... Un pettine!? Ma se ha pochi capelli, cosa se ne fa!?
- Ehh ma noi personaggi di un certo livello dobbiamo avere cura del nostro aspetto. Non le piace il mio ciuffo?
- Guardi, le risparmio i commenti visto che siamo nel luogo Santo per Eccellenza.
Comunque non perdiamo altro tempo...
- Ma qui il tempo mica esiste...
- Continui ad interrompere e la spedisco a pulire le scale del Purgatorio. E comunque mica posso rimanere qui in eterno, le vacanze le faccio pure io
cosa crede...
- Saint Tropez?
- Secondo lei, mi trovo in Paradiso, sono il braccio destro del Figlio di Dio, potrei avere tutto e dovrei andare in vacanza a Saint Tropez? Suvvia...
- Non posso darle torto...
- Ma da ragazzo non le hanno insegnato la geografia? O qualcuno le ha mai detto niente in merito?
- Lo dice a me, io conoscevo benissimo la geografia dell'Europa, conoscevo benissimo i confini del mio Impero che si espandeva a macchia d'olio.
- Ecco fenomeno, visto che era tanto sapiente, mi spiega come mai la Campagna di Russia l'ha fatta in autunno inoltrato con l'inverno alle porte,
sapendo quanto la temperatura possa scendere sotto lo 0?
-...
- Non mi dica che non ci aveva pensato...
- Non pensavo facesse così freddo.
- Beh ma i russi sono stati gentili, hanno pensato a come scaldarvi [risatina]
- Sì diverta pure, ma questi vigliacchi si erano ritirati, non si fa così. L'avversario si affronta, non s'inganna.
- Non se la prenda, è inutile recriminare ormai è andata.
Però ammetto che è stato precursore dei tempi, voleva l'Europa Unita, 200 anni dopo l'hanno realizzata.
- E' tornato l'Impero Francese!
- La smetta, NO! C'è una comunità a cui partecipano gli stati economicamente più stabili...
- Ah, ci sarà stato sicuramente qualche generale capace...
- Nessuna guerra, tutto a livello diplomatico e possiamo dire civile.
- Niente guerre o spargimenti di sangue. Ma si sono rammolliti tutti?
- I tempi cambieranno mio caro, mica è come ai suoi che facevate la guerra con i soldatini. Avevate fucili che 2 volte su 3 scoppiavano in mano...
- Ma avevamo delle grandi strategie!!! A Marengo contro gli austriaci mi davano per spacciato, ero solo contro tutti e li ho sbaragliati tutti io!!!
- Ma se deve ringraziare l'intervento del Generale Desaix, lei era già pronto alla ritirata.
- Ma Desaix era alle mie dipendenze...
- Sarà, ma sul campo lei stava perdendo.
- Austerlitz. Pietro neanche lei avrebbe vinto, lo ammetta... Dia a Cesare quel che è di Cesare...
- Intanto non si appropri di frasi altrui, anche perchè quello che l'ha pronunciata lo conosco abbastanza bene. Sì devo farle i complimenti, lei ha vinto
alla grande. Però non ha mai imparato l'inglese...
-[paonazzo] Gli inglesi!!! Stolti!!! Non sono mai stati in grado di affrontare una guerra se non per nave. Non hanno mai attaccato, si sono sempre difesi,
grazie non confinano con nessuno, se non con quegli ubriaconi di irlandesi! Comunque, la battaglia nei mari inglesi l'aveva persa Villeneuve. Quindi cancelli pure nel mio Curriculum la voce Trafalgar...
- Scusi lei non era Imperatore blablabla? Quindi le decisioni le prendeva lei.
- Si ma io in quella battaglia non c'ero. Stavo espandendo i confini via terra... Ahh, Austerlitz!!! Il mio capolavoro!!! Mi commuovo ancora al pensiero.
Austriaci e russi quel giorno capirono chi ero!!!
- Va bene, si lodi pure. Tanto alla fine ha perso. Poteva accontentarsi di quello che aveva conquistato e invece...
- Dovevo andare avanti ormai. Alea acta est...
- Senta anche quella frase non è sua, non si pavoneggi. Alla fine le battaglie decisive le perse tutte.
- Avevo contro tutta l'Europa dannazione. E poi mi scusi, ma se avevo dei generali idioti è colpa mia? Quel Grouchy, spero di ribeccarlo dopo che due paroline gliele
devo dire. Una cosa doveva fare, sconfiggere quei birraioli di prussiani e cosa fa quell'imbelle? Fa fuori solo la retroguardia. Vatti a fidare di questa gentaglia
di città. E per inciso Wellington era un'idiota. Non avrebbe saputo nemmeno addestrare un cane, figurarsi un esercito.
- Però a Bruxelles la stanno ancora aspettando per cena [risata sarcastica]
- Continui a infierire ma se i prussiani fossero stati annientati come da me pensato a quest'ora le assicuro che non parlerebbe così.
Avrei dovuto fare tutto da solo, me lo sono ripetuto per il resto della vita.
- Quindi se fosse stato un genio non avrebbe fatto tutti questi errori, e soprattutto non l'avrebbero lasciata morire solo come un cane...
- Come si permette!? Le devo ricordare con chi sta parlando?
- Le devo ricordare per chi sto parlando io?
Dai su torni a sedersi, anche se non c'è molta differenza a dire il vero.. Dove sta andando?
Forse non ha capito che non c'è alcun alternativa migliore a questa Porta. Bravo, vedo che sa anche obbedire, pensavo se ne fosse dimenticato.
Dai dai non faccia l'offeso. Senta mi ha convinto può entrare, però eviti di fare il bulletto che qui non le crede nessuno.
- Però voglio anche il mio cavallo...
- Qui?
- Si senza il mio cavallo non mi muovo!!! Il mio regno per un cavallo!
- Senta, primo: anche questa frase non è sua; secondo: si calmi;terzo: guardi che il suo cavallo è entrato da un bel pezzo.
- Ma come!? Il cavallo è già dentro e io no?
- Scusi ma che colpe ha il suo cavallo? E ora vada prima che cambi idea, forza entri...E non si dimentichi il cappello, quella pettinatura è meglio se la nasconde
- Allons enfants de la Patrie...
- [battendosi la mano sulla fronte] Ahh, incorreggibile...Il prossimo!
Noto una certa spavalderia nel portamento, sempre fedele alla sua fama... Però la facevo più alto.
- Sua Santità Eminentiss...
-Mi chiami pure Pietro, facciamo prima. Un attimo solo...Devo controllare...[perplessità]
Lei da seduto, con i piedi, non riesce a toccare terra. E a cavallo come faceva?
-[ghigno] Beh ma il cavallo mica dovevo spingerlo con i piedi. Bastava essere bravi a governarlo.
-Faccia meno lo spiritoso, le faccio notare che questo colloquio le permette di entrare attraverso quella Porta.
Mi dica, per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso?
-Mi sembra talmente ovvio, ho fatto la storia!
-Ma va? E cosa intende con "ho fatto la storia"?
-Sono stato un grande condottiero, ho portato la mia Nazione a dominare in Europa. E pensare che quando studiavo alla Scuola Reale tutti mi prendevano in giro per il mio accento... Hanno dovuto ricredersi tutti...
-Più grande condottiero eh?
-Sì il migliore!
-Scusi ma la flotta affondata al largo delle coste egiziane dall'Ammiraglio Nelson, chi la comandava?
-Sì vabbè la flotta era la mia ma non la guidavo in prima persona...
- E la campagna di Siria? Non mi trovi altre scuse.
- Quel governatore d'Acrì che sia maledetto...
- Bene le ho già citato due fallimenti, devo continuare?
- Non ho mai fallito io! Perchè non cita i miei successi? Sono numerosissimi. Imperatore di Francia, Re d'Italia...
- Dunque, dunque...Ah sì, lei è diventato Imperatore di Francia, Re d'Italia, nazione che ancora non esisteva...
- [perplesso]Ho sconfitto i piemontesi, ho costretto gli austriaci a rintanarsi a Vienna e a firmare la tregua
a mio favore.
- Mi dice come ha fatto a proclamarsi Re d'Italia il 26 Maggio 1805, quando l'Italia nacque nel 1861!?
Tra le sue doti strategiche c'è anche quella di viaggiare nel tempo?
- Come non esisteva l'Italia!?
- Eh no, si è incoronato monarca di un Paese che sarebbe nato solo 60 anni più tardi.
- Ah... In effetti è curioso... Ma l'Italia non arrivava fino a Roma? Perchè fino a lì era tutto mio...
- Mi creda, 200 anni dopo di lei in molti vorrebbero che l'Italia finisse già molto prima di Roma.
- Ahh, è tornato l'Impero Francese?
- No, per fortuna no, ma lasciamo perdere. Lo sa che ha proprio un accento strano?
- Anche lei ci si mette? Da ragazzino mi tormentavano per come parlavo. Molti si sono ritrovati senza testa, così imparano.
- La smetta, guardi che peggiora la situazione con questi commentini.
Piuttosto, lei è basso, dire che parla in modo buffo è un eufemismo, non è proprio bellissimo...
- Ma scherza? Ero attorniato da donne stupende che mi desideravano...
- Desideravano lei o il suo potere? E poi con l'igiene che c'era ai suoi tempi non mi vanterei tanto delle sue conquiste.
Cos'è quel sorrisetto?
- Sto pensando a certi momenti con Giuseppina. Deve sapere che alcune notti...
- Non mi racconti i particolari per cortesia, è da poco che ho mangiato... Dicevo che l'avrei immaginata un bel fusto,
intrigante d'aspetto e non un nanerottolo anche un po' tarchiatello a dir la verità...
- Ehh il potere e le vittorie alla lunga logorano...
- Sì ma vedo che non fanno passare l'appetito.
Mi tolga un'altra curiosità... Da quando è entrato che si tiene la mano destra al petto. Sta nascondendo qualcosa?
- Nooo, niente
- Dai su, faccia vedere, cosa tiene dentro il taschino... Un pettine!? Ma se ha pochi capelli, cosa se ne fa!?
- Ehh ma noi personaggi di un certo livello dobbiamo avere cura del nostro aspetto. Non le piace il mio ciuffo?
- Guardi, le risparmio i commenti visto che siamo nel luogo Santo per Eccellenza.
Comunque non perdiamo altro tempo...
- Ma qui il tempo mica esiste...
- Continui ad interrompere e la spedisco a pulire le scale del Purgatorio. E comunque mica posso rimanere qui in eterno, le vacanze le faccio pure io
cosa crede...
- Saint Tropez?
- Secondo lei, mi trovo in Paradiso, sono il braccio destro del Figlio di Dio, potrei avere tutto e dovrei andare in vacanza a Saint Tropez? Suvvia...
- Non posso darle torto...
- Ma da ragazzo non le hanno insegnato la geografia? O qualcuno le ha mai detto niente in merito?
- Lo dice a me, io conoscevo benissimo la geografia dell'Europa, conoscevo benissimo i confini del mio Impero che si espandeva a macchia d'olio.
- Ecco fenomeno, visto che era tanto sapiente, mi spiega come mai la Campagna di Russia l'ha fatta in autunno inoltrato con l'inverno alle porte,
sapendo quanto la temperatura possa scendere sotto lo 0?
-...
- Non mi dica che non ci aveva pensato...
- Non pensavo facesse così freddo.
- Beh ma i russi sono stati gentili, hanno pensato a come scaldarvi [risatina]
- Sì diverta pure, ma questi vigliacchi si erano ritirati, non si fa così. L'avversario si affronta, non s'inganna.
- Non se la prenda, è inutile recriminare ormai è andata.
Però ammetto che è stato precursore dei tempi, voleva l'Europa Unita, 200 anni dopo l'hanno realizzata.
- E' tornato l'Impero Francese!
- La smetta, NO! C'è una comunità a cui partecipano gli stati economicamente più stabili...
- Ah, ci sarà stato sicuramente qualche generale capace...
- Nessuna guerra, tutto a livello diplomatico e possiamo dire civile.
- Niente guerre o spargimenti di sangue. Ma si sono rammolliti tutti?
- I tempi cambieranno mio caro, mica è come ai suoi che facevate la guerra con i soldatini. Avevate fucili che 2 volte su 3 scoppiavano in mano...
- Ma avevamo delle grandi strategie!!! A Marengo contro gli austriaci mi davano per spacciato, ero solo contro tutti e li ho sbaragliati tutti io!!!
- Ma se deve ringraziare l'intervento del Generale Desaix, lei era già pronto alla ritirata.
- Ma Desaix era alle mie dipendenze...
- Sarà, ma sul campo lei stava perdendo.
- Austerlitz. Pietro neanche lei avrebbe vinto, lo ammetta... Dia a Cesare quel che è di Cesare...
- Intanto non si appropri di frasi altrui, anche perchè quello che l'ha pronunciata lo conosco abbastanza bene. Sì devo farle i complimenti, lei ha vinto
alla grande. Però non ha mai imparato l'inglese...
-[paonazzo] Gli inglesi!!! Stolti!!! Non sono mai stati in grado di affrontare una guerra se non per nave. Non hanno mai attaccato, si sono sempre difesi,
grazie non confinano con nessuno, se non con quegli ubriaconi di irlandesi! Comunque, la battaglia nei mari inglesi l'aveva persa Villeneuve. Quindi cancelli pure nel mio Curriculum la voce Trafalgar...
- Scusi lei non era Imperatore blablabla? Quindi le decisioni le prendeva lei.
- Si ma io in quella battaglia non c'ero. Stavo espandendo i confini via terra... Ahh, Austerlitz!!! Il mio capolavoro!!! Mi commuovo ancora al pensiero.
Austriaci e russi quel giorno capirono chi ero!!!
- Va bene, si lodi pure. Tanto alla fine ha perso. Poteva accontentarsi di quello che aveva conquistato e invece...
- Dovevo andare avanti ormai. Alea acta est...
- Senta anche quella frase non è sua, non si pavoneggi. Alla fine le battaglie decisive le perse tutte.
- Avevo contro tutta l'Europa dannazione. E poi mi scusi, ma se avevo dei generali idioti è colpa mia? Quel Grouchy, spero di ribeccarlo dopo che due paroline gliele
devo dire. Una cosa doveva fare, sconfiggere quei birraioli di prussiani e cosa fa quell'imbelle? Fa fuori solo la retroguardia. Vatti a fidare di questa gentaglia
di città. E per inciso Wellington era un'idiota. Non avrebbe saputo nemmeno addestrare un cane, figurarsi un esercito.
- Però a Bruxelles la stanno ancora aspettando per cena [risata sarcastica]
- Continui a infierire ma se i prussiani fossero stati annientati come da me pensato a quest'ora le assicuro che non parlerebbe così.
Avrei dovuto fare tutto da solo, me lo sono ripetuto per il resto della vita.
- Quindi se fosse stato un genio non avrebbe fatto tutti questi errori, e soprattutto non l'avrebbero lasciata morire solo come un cane...
- Come si permette!? Le devo ricordare con chi sta parlando?
- Le devo ricordare per chi sto parlando io?
Dai su torni a sedersi, anche se non c'è molta differenza a dire il vero.. Dove sta andando?
Forse non ha capito che non c'è alcun alternativa migliore a questa Porta. Bravo, vedo che sa anche obbedire, pensavo se ne fosse dimenticato.
Dai dai non faccia l'offeso. Senta mi ha convinto può entrare, però eviti di fare il bulletto che qui non le crede nessuno.
- Però voglio anche il mio cavallo...
- Qui?
- Si senza il mio cavallo non mi muovo!!! Il mio regno per un cavallo!
- Senta, primo: anche questa frase non è sua; secondo: si calmi;terzo: guardi che il suo cavallo è entrato da un bel pezzo.
- Ma come!? Il cavallo è già dentro e io no?
- Scusi ma che colpe ha il suo cavallo? E ora vada prima che cambi idea, forza entri...E non si dimentichi il cappello, quella pettinatura è meglio se la nasconde
- Allons enfants de la Patrie...
- [battendosi la mano sulla fronte] Ahh, incorreggibile...Il prossimo!
lunedì 4 ottobre 2010
Intensità
- Ti rendi conto? E' l'occasione della nostra vita.
- Già, sarebbe un grande colpo.
- Credimi, rimarremo nella storia. Faremo notizia. La gente parlerà di noi...
- Stai calmo che non è detto che andrà come pensiamo.
- Sii ottimista, cavolo! La fortuna aiuta sempre le azioni virtuose e la ricompensa arriva sempre...
- Fai anche il filosofo adesso?
- L'ho letta da qualche parte, però è vero.
- E noi cosa faremmo di così virtuoso?
- Beh quello che abbiamo fatto finora non è da poco...
- Sì, ma non servirà a nulla se non ottieniamo il risultato finale.
- Allora è per questo che dobbiamo essere fiduciosi. Ti immagini fra non molto potremmo essere famosi. Ci chiameranno in televisione. Saremo sui giornali! Se penso da dove sono partito.
- Dai adesso fai silenzio e concentriamoci che il momento è decisivo. Mamma mia che tensione...
- Ti dispiace se ti abbraccio? Abbiamo combattuto mille battaglie insieme...
Portò il suo braccio attorno alle spalle dell'amico. Si voltò e vide gli sguardi tesi e speranzosi dei suoi compagni. Mancava poco, ancora un poco e ce l'avrebbero fatta...
Il numero 10 dopo una breve rincorsa tirò... E realizzò il rigore decisivo... Una squadra dilettante di provincia vinse la Coppa Nazionale. Nessuno di loro era professionista ma nell'animo si sentirono invincibili.
- Già, sarebbe un grande colpo.
- Credimi, rimarremo nella storia. Faremo notizia. La gente parlerà di noi...
- Stai calmo che non è detto che andrà come pensiamo.
- Sii ottimista, cavolo! La fortuna aiuta sempre le azioni virtuose e la ricompensa arriva sempre...
- Fai anche il filosofo adesso?
- L'ho letta da qualche parte, però è vero.
- E noi cosa faremmo di così virtuoso?
- Beh quello che abbiamo fatto finora non è da poco...
- Sì, ma non servirà a nulla se non ottieniamo il risultato finale.
- Allora è per questo che dobbiamo essere fiduciosi. Ti immagini fra non molto potremmo essere famosi. Ci chiameranno in televisione. Saremo sui giornali! Se penso da dove sono partito.
- Dai adesso fai silenzio e concentriamoci che il momento è decisivo. Mamma mia che tensione...
- Ti dispiace se ti abbraccio? Abbiamo combattuto mille battaglie insieme...
Portò il suo braccio attorno alle spalle dell'amico. Si voltò e vide gli sguardi tesi e speranzosi dei suoi compagni. Mancava poco, ancora un poco e ce l'avrebbero fatta...
Il numero 10 dopo una breve rincorsa tirò... E realizzò il rigore decisivo... Una squadra dilettante di provincia vinse la Coppa Nazionale. Nessuno di loro era professionista ma nell'animo si sentirono invincibili.
Groucho
All'infuori del cane il libro è il migliore amico dell'uomo. Dentro il cane è troppo scuro per leggere.
domenica 3 ottobre 2010
Intensità
- Guarda gurda chi sta arrivando...Però che cosce toniche, belle tornite. E' la parte che guardo subito.
E che mi piace di più. Ehh niente da dire. Straordinaria. La natura è proprio strana. Nascono delle creature bellissime e poi dei bruti come me...
Però che ci posso fare, devo seguire il mio istinto.
Sfamare i miei appetiti. Sono crudele ma non posso fare altrimenti.
Bene, sono pronto, adesso vado e...
Ehi!!! E quella?
Ha una figlia! E adesso che faccio? Mica posso adesso... davanti a quegli occhi...l'innocenza... Non posso...Così no.
Con la superbia messa da parte, il vecchio leone si allontana rassegnato. La coscienza gli dice di aver fatto la scelta giusta.
Si gira un'ultima volta. Il quadretto familiare di mamma gazzella e la sua piccola sulla riva del fiume lo rasserena ancora una volta.
E che mi piace di più. Ehh niente da dire. Straordinaria. La natura è proprio strana. Nascono delle creature bellissime e poi dei bruti come me...
Però che ci posso fare, devo seguire il mio istinto.
Sfamare i miei appetiti. Sono crudele ma non posso fare altrimenti.
Bene, sono pronto, adesso vado e...
Ehi!!! E quella?
Ha una figlia! E adesso che faccio? Mica posso adesso... davanti a quegli occhi...l'innocenza... Non posso...Così no.
Con la superbia messa da parte, il vecchio leone si allontana rassegnato. La coscienza gli dice di aver fatto la scelta giusta.
Si gira un'ultima volta. Il quadretto familiare di mamma gazzella e la sua piccola sulla riva del fiume lo rasserena ancora una volta.
venerdì 1 ottobre 2010
Intensità
- Pazzesco, 12 morti... In poco più di un anno...
- Cosa? Ma sei sicuro?
- Certo, le indagini parlano chiaro. Si appostava nella zona tra la stazione ferroviaria e il deposito degli autobus.
Di solito le vittime erano donne, anzi ragazze, perchè avevano tutte tra i 19 e i 25 anni...
- Cristo, povere creature...
- Un pazzo. Perversione sessuale. I volti venivano ritrovati sfigurati... Non aveva alcuna pietà...
- Non esiste alcuna ragione che possa giustificare tutto questo!
- E poi se pensi il destino è strano. Non lo avrebbero mai incastrato.Nessuna prova e nessun testimone, e invece...
Ehhh, morte beffarda. Investito da un pirata della strada mentre stava andandosene dall'ennesimo omicidio...
- Meglio così va, non provo alcuna compassione. Anzi, avrebbe dovuto soffrire di più.
Ore 17. Le campane risuonano.
- Aldo, dai, al mio tre, finiamo sto lavoro e ce ne torniamo a casa.
- Ok, vai ci sono.
La bara in acciaio viene riposta nel loculo comune, senza nome...
- Cosa? Ma sei sicuro?
- Certo, le indagini parlano chiaro. Si appostava nella zona tra la stazione ferroviaria e il deposito degli autobus.
Di solito le vittime erano donne, anzi ragazze, perchè avevano tutte tra i 19 e i 25 anni...
- Cristo, povere creature...
- Un pazzo. Perversione sessuale. I volti venivano ritrovati sfigurati... Non aveva alcuna pietà...
- Non esiste alcuna ragione che possa giustificare tutto questo!
- E poi se pensi il destino è strano. Non lo avrebbero mai incastrato.Nessuna prova e nessun testimone, e invece...
Ehhh, morte beffarda. Investito da un pirata della strada mentre stava andandosene dall'ennesimo omicidio...
- Meglio così va, non provo alcuna compassione. Anzi, avrebbe dovuto soffrire di più.
Ore 17. Le campane risuonano.
- Aldo, dai, al mio tre, finiamo sto lavoro e ce ne torniamo a casa.
- Ok, vai ci sono.
La bara in acciaio viene riposta nel loculo comune, senza nome...
Intensità
Mamma, ti piacciono questi fiori? Sono i gigli che a te piacciono tanto. Stavo tornando a casa e mi sono fermata a comprarli.
Oggi in ufficio ero parecchio indaffarata, sembra che debba fare tutto io. Non c'è un attimo di respiro. Però questo lavoro mi regala tante soddisfazioni.
Avevi ragione tu. Dovevo seguire il mio cuore. Probabilmente avrei fatto Medicina solo per dimostrare qualcosa a me stessa o a chissà chi. Invece scrivere le storie di attualità mi rende importante. E poi sono diventata responsabile della sezione del giornale che riguarda la politica.Sono felice, sono
convinta che la mia carriera avrà un futuro roseo. E questo grazie a te. Mi hai sempre sostenuto. Hai ascoltato i miei sfoghi. Hai compreso le mie sofferenze, i miei pianti e le mie frustrazioni. Mi hai ripreso quando serviva e abbracciato quando ne sentivo il bisogno. Ti sentivo vicina anche se centinaia di chilometri
ci dividevano. E ora sono qui con la piccola Cecilia. La devi vedere ha i tuoi stessi occhi. Sta imparando a camminare. Non sta mai ferma.
Vivace e molto sveglia. Peccato davvero che non possa avere al suo fianco durante la crescita una nonna come te. A volte la sua educazione mi sembra un ostacolo insormontabile. Quante volte ho avuto e avrò bisogno dei tuoi consigli. Mamma, ora devo andare. Devo preparare le pappe per la bimba.
Grazie per avermi ascoltato, come hai sempre fatto...
Anna prese un giglio, lo annusò, chiuse gli occhi e sospirò. Una lacrima rigò la sua guancia. Aprì gli occhi e vide il sorriso della piccola. E la strinse forte.
Poi posò il fiore sul marmo e se ne andarono.
Su quel marmo c'era una foto che ritraeva una donna ancora giovanile nell'aspetto. Lo sguardo penetrante, una volta pieno di vita. Poco sotto si potevano leggere le iniziali del nome. Cecilia...
Oggi in ufficio ero parecchio indaffarata, sembra che debba fare tutto io. Non c'è un attimo di respiro. Però questo lavoro mi regala tante soddisfazioni.
Avevi ragione tu. Dovevo seguire il mio cuore. Probabilmente avrei fatto Medicina solo per dimostrare qualcosa a me stessa o a chissà chi. Invece scrivere le storie di attualità mi rende importante. E poi sono diventata responsabile della sezione del giornale che riguarda la politica.Sono felice, sono
convinta che la mia carriera avrà un futuro roseo. E questo grazie a te. Mi hai sempre sostenuto. Hai ascoltato i miei sfoghi. Hai compreso le mie sofferenze, i miei pianti e le mie frustrazioni. Mi hai ripreso quando serviva e abbracciato quando ne sentivo il bisogno. Ti sentivo vicina anche se centinaia di chilometri
ci dividevano. E ora sono qui con la piccola Cecilia. La devi vedere ha i tuoi stessi occhi. Sta imparando a camminare. Non sta mai ferma.
Vivace e molto sveglia. Peccato davvero che non possa avere al suo fianco durante la crescita una nonna come te. A volte la sua educazione mi sembra un ostacolo insormontabile. Quante volte ho avuto e avrò bisogno dei tuoi consigli. Mamma, ora devo andare. Devo preparare le pappe per la bimba.
Grazie per avermi ascoltato, come hai sempre fatto...
Anna prese un giglio, lo annusò, chiuse gli occhi e sospirò. Una lacrima rigò la sua guancia. Aprì gli occhi e vide il sorriso della piccola. E la strinse forte.
Poi posò il fiore sul marmo e se ne andarono.
Su quel marmo c'era una foto che ritraeva una donna ancora giovanile nell'aspetto. Lo sguardo penetrante, una volta pieno di vita. Poco sotto si potevano leggere le iniziali del nome. Cecilia...
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